Rai, Lega contro ‘Indovina chi viene a cena’: danneggiano Made in Italy. Ranucci: difendere eccellenze non chi sparge liquami

“Abbiamo inviato un’interrogazione alla Rai perché chiarisca, con la massima urgenza, chi finanzia i giornalisti cosidetti freelance, nella preparazione e nella produzione finale dei servizi giornalistici  trasmessi da programmi come Report o Indovina chi viene a cena. Appare dunque fondamentale comprendere se i cittadini italiani, attraverso il canone, siano chiamati al finanziamento di queste immancabili perle del giornalismo televisivo, che puntualmente ledono il made in Italy e contribuiscono al boicottaggio dei prodotti nazionali”. Così i senatori della Lega Gian Marco Centinaio e Giorgio Maria Bergesio.

“La Rai, che si limita a ricevere, post-produrre e trasmettere questo materiale – proseguono – non può continuare a non fornire alcuna informazione in ordine alle spese sostenute per la realizzazione di questi programmi, tanto meno ai mezzi di finanziamento che ne consentono la realizzazione. Serve, da parte dell’azienda di Stato, ampia chiarezza per scongiurare che gruppi di interesse avversi al made in Italy, possano celarsi e finanziare la realizzazione di inchieste ad hoc tese a generare danni di immagine alla concorrenza italiana. La Rai è servizio pubblico, è denaro dei contribuenti che non può, neanche lontanamente, finanziare chi spara a zero sul nostro Paese: invece di avallare scempiaggini o ricostruzioni fantasiose diano risposte e lo facciano rapidamente”.

LA REPLICA DI RANUCCI:  difendere made in Italy non chi sparge liquami 

“E’ singolare che tali accuse arrivino nella settimana dove Report ha trattato come un’ eccellenza il protocollo Ferrari sulla sicurezza dei lavoratori. Dove al centro c’è l’uomo e l’ambiente di lavoro. Nella convinzione che un prodotto eccellente viene realizzato solo se c’è un ambiente di lavoro eccellente. Un concetto che è nel DNA della Ferrari e che l’ha fatta diventare la vera ambasciatrice nel mondo del Made in Italy. Un modello anche manageriale che come ho detto in trasmissione andrebbe esteso nel Paese, a partire dalla scelta dei manager pubblici oltre che privati. Perché abbiamo bisogno di manager di qualità con visione, coraggio e la condivisione”, replica Sigfrido Ranucci all’interrogazione alla Rai dai senatori della Lega Gian Marco Centinaio e Giorgio Maria Bergesio a Report e a Indovina chi viene a cena.

“Accusare Report di ledere il Made in Italy solo perché ha denunciato lo spandimento irregolare di liquami, che come hanno dimostrato le telecamere di Luca Chianca, appare quantomeno singolare. Proprio ieri Ispra ha pubblicato un comunicato secondo cui il 78% della produzione di ammoniaca è dovuta agli allevamenti intensivi. Se poi vogliamo entrare nel merito dei fatti narrati dall’ Inchiesta, ricordiamo – replica Ranucci – che lo stesso dirigente dell’Agenzia Regionale della protezione ambientale Lombardia ha parlato del rischio di aumento di ammoniaca nell’atmosfera con conseguente aumento del particolato Pm10. Che il particolato possa essere un possibile veicolo di virus l’hanno dimostrato studi dei ricercatori delle Università di Pechino, Shangai,della California. Quelli di Harvard hanno dimostrato che è maggiore l’incidenza della mortalità nelle zone a più alto tasso di inquinamento. Uno studio che lo stesso Istituto Superiore di sanità ha giudicato degno di attenzione e meritevole di essere approfondito. Il Cnr proprio ieri ha diramato un comunicato dove scrive come “probabile un legame tra inquinamento e diffusione Covid19″ e anche studi dell’ Università di Firenze hanno dimostrato la coincidenza tra zone a più alta diffusione di contagio e quelle di allevamenti intensivi. Insomma – conclude Ranucci – credo che la valorizzazione delle eccellenze del made in Italy possa andare oltre la difesa dello spargimento di liquami. Report tornerà sull’argomento e faremo vedere come è possibile produrre eccellenze italiane nel rispetto delle regole e dell’ambiente”.

“Non c’è alcun finanziatore occulto dietro Report. Le uniche risorse occulte, dietro l’encomiabile lavoro della mia squadra, sono il rigore, la dedizione, la qualità e il coraggio nel continuare a fare il proprio lavoro nel servizio pubblico in condizioni di emergenza e rischio l’ incolumità. E soprattutto nel rispetto del pubblico, tutto, che paga il canone”, puntualizza con fermezza Sigfrido Ranucci. (ANSA).

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