Atleti e coronavirus – Paolo Bertolucci ringrazia le nuove regole anti… asciugamani!

Premessa: tutti vogliamo uscire dalla quarantena prima e meglio possibile, in sicurezza, tutti vogliamo tornare a far sport, e tutti sappiamo quant’ difficile stabilire nuove regole ai tempi del Corona Virus. Con Paolo Bertolucci, un ex tennista, campione di coppa Davis e di 7 titoli pro di singolare e 12 di doppio, oggi affermato telecronista, commentiamo le nuove regole varate dalla FIT per riprendere l’attività quando cadrà il lock-down. Forse a maggio, forse a giugno, o chissà.

Paolo Bertolucci (foto Youtube) 

Lo sport riprenderà davvero in tempi brevi?

“Vorrei rispondere di sì, mi auguro di sbagliarmi, ma per quest’anno la vedo davvero difficile, per gli sport non di contatto come il tennis e ancor di più per quelli di contatto come il calcio. Al di là di tutti gli avvertimenti e le regole sulle distanze e le precauzioni. Capisco il desiderio e gli interessi per rimettere in moto tutto il meccanismo, ma vedo problemi di attuazione molto complicati da risolvere. Come si fa a ripartire?”.

Passiamo al tennis.

Regola numero 1: in prossimità dei campi arrivare sempre con mascherina, guanti e gel igienizzante.

“E vabbè, ci si abitua a tante cose, ci si abituerà. Del resto, bisogna avere rispetto per la propria salute e per quella degli altri. Eppoi, ormai quando vanno in campo i giocatori si portano dietro una valigia, non saranno tre cose in più a creargli problemi”.

Regola numero 2: mantieni la distanza di sicurezza di almeno un metro prima, durante e dopo aver giocato a tennis, soprattutto nel doppio.

“In singolare questo problema non sussiste: i giocatori sono sempre lontani qualche metro e sono divisi comunque dal net. In doppio cambia, e se i due compagni vanno sulla stessa palla c’è anche contatto vero e proprio: che succede se, come avveniva fino all’altro ieri, si toccano proprio? Che si fa: chiedono la sostituzione?”.

Si giocherà sempre di più il doppio dei circoli: un giocatore davanti e uno indietro.

“Sì, col libero… Mai più sulla stessa linea! Magari bisognerà anche cambiare il nome del doppio, come con la coppa Davis… Del resto, altra soluzione non esiste se non sperare che fra qualche mese tutte queste regole siano sparite di nuovo”.

Regola numero 3: quando giochi, ricordati di indossare il guanto con la mano non dominante.

“La vedo difficilissima. Anche se capisco il pericolo della palla toccata da più mani al servizio, a me, col guanto, quando vado a fare la spesa, la mano mi suda già dopo 4-5 minuti. Come fai d’estate, sudato, sotto il sole?”.

Regola numero 4: se non riesci a giocare con il guanto, poiché giochi il rovescio a due mani, utilizza il gel disinfettante ad ogni cambio campo.

“Basta che non mi faccia perdere la presa, e basta che qualcuno dalla tribuna me lo ricordi sempre o mi metta un orologio-sveglia che mi ricordi che cosa devo fare a ogni cambio campo. Senza pensare che in quei momenti, da giocatore, ho tante altre cose da fare, come recuperare, pensare, riorganizzarmi, bere, cambiarmi il polsino, verificare la tensione della racchetta…”.

Regola numero 5: la stretta di mano puoi sostituirla con un tocco della punta della racchetta.

“Questo è facile. Anzi, se l’avversario non è simpatico, e succede, o se durante la partita è successo qualcosa che ha esacerbato gli animi, non darsi la stretta di mano è anche meglio, si evita un gesto di pura ipocrisia. Succede sempre che negli spogliatoi o fuori dal campo qualcuno sia contento o scontento del risultato di un collega che è più o meno simpatico, succede di avere un avversario col quale hai dei problemi. Io ricordo un tedesco, Fassbender: per colpa di Adriano che non rispondeva mai, appena la palla arrivava appena un po’ alta, correva e mi tirava sempre addosso. Io mi ero girato, che bisogno aveva di tirarmi addosso? Se te lo fa una, due, tre volte, è normale che dopo un po’ non ti sia poi molto simpatico e alla fine non vorresti proprio stringergli la mano a rete!”.

Regola numero 6: se hai giocato un match, l’arbitro puoi salutarlo indicandolo con la testa della racchetta.

“Meglio così, va benissimo. Personalmente non ricordo di aver mai avuto particolari problemi con un arbitro, quando giocavo in coppia con Adriano di queste cose si occupa personalmente lui… Ma capisco e vedo che succede, così si eviterebbe di dovergli stringere la mano”.

Regola numero 7: prima e dopo il match lavati accuratamente le mani e appena puoi utilizza il gel igienizzante.

“Giusto, giustissimo, ai miei tempi c’era qualcuno che saltava un paio di passaggi di sapone. Perché un tennista si deve fare la doccia 3-4 volte al giorno. Questa regola abolirà i raccattapalle o almeno la cattiva abitudine dell’asciugamani che era diventata un vero e proprio tic. Che devi asciugare sul 15-0 o sul 15-15? Non ha nemmeno sudato! I giocatori faranno come facevamo noi per detergere il polsino: col polsino. E finirà anche la storia del continuo parlarsi prima di ogni servizio: che si dovranno dire mai? Tanto comanda chi batte e dice sempre le stesse cose: batto sul rovescio, batto sul dritto, batto in pancia, cambia sula prima, fai la finta di cambiare invece stai fermo”.

Regola numero 8: cambia campo dal lato opposto rispetto al tuo avversario; se non è possibile ricordati la distanza di sicurezza.

“Seguiranno tutti l’abitudine di Serena Williams: lei lo fa al primo game, adesso si farà sempre. E’ una piccola abitudine da cambiare e magari, per tornare al discorso della pulizia, è meglio: così si evita qualche odorino…”.

Regola numero 9: togli l’over-grip al termine di ogni incontro e rimettine uno nuovo prima del successivo.

“Qui, come con le mascherine, ci vorrà una sovvenzione dello Stato… Quanto costa cambiare tutti quegli over grip? Eppoi chi lo controlla? L’arbitro, come il terzo arbitro del calcio coi tacchetti dei calciatori? Vedremo”.

Ma qual è la sua perplessità maggior sulla ripresa del tennis?

“Intanto, la gestione dello spogliatoio. Capisco i circoli dove fai entrare i giocatori cinque alla volta: giocano, si fanno la doccia e vanno. Ma in un torneo dove ci sono 30-35 giocatori perché si gioca su 7/8 campi? E nei tornei indoor, dove si gioca dalle 11 del mattino a oltre mezzanotte? E nei “combined” dove ci sono uomini e donne insieme? Eppoi c’è il problema della verifica dei sintomatici fra un torneo e l’altro e della successiva quarantena. Ci sono i viaggi, c’è la sanificazione anche solo degli impianti di aria condizionata… Forse mi sbaglio, mi auguro di sbagliarmi, ma oggi come oggi non riesco ad immaginarmi Parigi Bercy…!”.

Vincenzomartucci57@gmail.com

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Serie A, 124 match in 44 giorni su 3 fasce orarie. Il calendario fino alle 34esima giornata

Serie A, 124 match in 44 giorni su 3 fasce orarie. Il calendario fino alle 34esima giornata

Gazzetta dello Sport, l’assemblea approva la solidarietà con riduzione dell’orario del 15%

Gazzetta dello Sport, l’assemblea approva la solidarietà con riduzione dell’orario del 15%

Calcio, Umberto Calcagno, Vicepresidente AIC: su orari fatti passi in avanti

Calcio, Umberto Calcagno, Vicepresidente AIC: su orari fatti passi in avanti