Vigilanza Rai, fuoco di fila maggioranza contro Foa e Salini. Di Nicola: Cosa è successo in Rai dopo lettera Barachini?

Non ha placato le polemiche e le contestazioni, fuori e dentro la commissione, la riunione della Vigilanza che ieri, in un clima al calor bianco, ha sentito l’intervento dei vertici Rai sul caso della conferenza stampa “a reti unificate” del premier Conte, durante la quale il presidente del Consiglio si è lanciato in attacchi ai leader dell’opposizione. Un comportamento, quello di Conte, a cui è seguito l’invio di una lettera, personale e scritta senza alcun coinvolgimento dei capigruppo, del presidente della commissione di Vigilanza, Marcello Barachini (Fi) ai vertici Rai perché il servizio pubblico riequilibrasse le posizioni. Cosa che, secondo la maggioranza, si è poi concretizzata con “eccessivi spazi di replica” dati il giorno dopo ma non solo, a Salvini e Meloni. Il vicepresidente della commissione, il Cinquestelle Primo di Nicola, in prima fila nelle contestazioni della maggioranza ai vertici Rai sulla vicenda della lettera, ha espresso la propria “piena indignazione da ex giornalista”, sottolineando che “a chiedere una replica dovrebbero essere i diretti interessati al direttore della testata che ha trasmesso la conferenza di Conte”. Invece, ha proseguito “assistiamo all’usuale intervento di un politico sul servizio pubblico” che ha portato al “corto circuito” che ne è seguito. “Sono stati traditi i principi basilari dell’autonomia del servizio pubblico” ha concluso Di Nicola, che ha duramente attaccato il presidente Marcello Foa. “Lei avrebbe dovuto respingere le richieste del presidente della Vigilanza e difendere l’autonomia della Rai lasciando ai giornalisti il compito di intervenire – ha detto -. Avrebbe dovuto lasciare la libertà ai giornalisti, invece si è fatto garante e notaio di una vera debacle informativa”. Non è escluso che sulla vicenda, dopo quella dei vertici Rai, seguiranno altre audizioni, come quelle dei direttori delle testate giornalistiche.

Primo di Nicola

Nel frattempo le accuse tra i campi politici si incrociano furibonde e senza posa, con i deputati della Lega che contestano alla maggioranza di utilizzare la Vigilanza “per regolare i loro conti interni”.

Nel corso della riunione della Vigilanza presidente e amministratore delegato della Rai hanno esposto le loro posizioni. “Rivendico il mio ruolo di garante del pluralismo e il diritto di tutti i giornalisti della Rai di informare, ho solo ribadito la necessità che si dia sempre la possibilità di contraddittorio. La mia raccomandazione è di operare con equilibrio e di correggere gli errori quando si commettono” ha dichiarato Foa, che ha poi aggiunto: “Non ho mai avuto un’interlocuzione con i direttori di testata sul tema. Ci siamo limitati a una riflessione con l’amministratore delegato sulla necessità di affrontare tutte le questioni con equilibrio”. L’ad Fabrizio Salini dal canto suo ha spiegato: “Ho ricevuto la lettera del presidente Barachini e l’ho inoltrata ai direttori delle testate che avevano trasmesso la conferenza stampa di premier Conte, Carbone e Di Bella, e loro nella loro autonomia hanno valutato quale dovesse essere la replica”. Entrambi hanno poi specificato di non aver ricevuto “alcuna richiesta di leader di partito o di altri leader politici” a tal proposito.

Il presidente Rai, Marcello Foa (Foto ANSA)

Le polemiche verso i vertici Rai riguardano anche il caso del servizio del Tg1 a firma della giornalista Stefania Battistini con l’intervista a un medico di Alzano Lombardo che ha sollevato il caso dell’ospedale e la diffusione dei contagi in Lombardia. “Di fronte a un servizio ben fatto, che qualifica il servizio pubblico, davanti agli attacchi politici il presidente di garanzia della Rai non ha difeso i suoi dipendenti, i suoi giornalisti, ma se ne è dissociato in una intervista e con altri interventi” è l’accusa di Di Nicola. “Anche questo fa parte di un cortocircuito – ha aggiunto -. Cosa è successo in Rai dopo l’arrivo della lettera di Barachini?”.

La commissione di Vigilanza si è poi occupata di altre questioni in primo piano legate all’emergenza Coronavirus, a cominciare dalla crescita degli ascolti proporzionalmente molto più frenata rispetto alla concorrenza, in primis delle reti Mediaset. A Francesco Verducci del Pd e Davide Faraone di Italia Viva, che sottolineavano come “in questa fase di emergenza ci sono sei milioni in più di persone secondo Eurobarometro che seguono la tv, ma la gran parte di questi si rivolgono alla tv commerciale”, Salini ha risposto negando che la Rai abbia perso ascolti nel periodo dell’emergenza. “Credo che tutte le iniziative messe in campo debbano rappresentare uno stimolo per fare di più e meglio, ma
dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto, anche per i tempi in cui l’abbiamo fatto” ha detto. Elencando tutta la serie di interventi che la tv pubblica ha messo in atto, in seguito all’emergenza coronavirus, Salini ha ricordato che è stato modificata l’offerta sia sul fronte dell’informazione, che su quello della cultura e dell’intrattenimento, ma soprattutto sul fronte dell’educazione per i ragazzi costretti a rimanere a casa dopo la chiusura delle scuole. “In questi giorni stiamo lavorando costantemente con l’obiettivo di arrivare nel più breve tempo possibile a far ripartire, fermo restando il rigoroso rispetto delle misure di sicurezza, i programmi che siamo stati costretti a sospendere o rinviare” ha aggiunto. Il presidente Foa ha sottolineato la “professionalità e la dedizione” dei dipendenti, ricordando l’impegno sul fronte dei palinsesti, che non ha trascurato forme di
intrattenimento. “Un impegno – ha spiegato – declinato non solo sui canali televisivi, ma anche radiofonici e sui siti web”, il tutto realizzato “tutelando la salute dei collaboratori con risultati confortanti”. Sempre dal Pd gli attacchi, per voce della capogruppo, Valeria Fedeli,

al piano industriale: “E’ fermo, è chiaro che bisogna riconsiderarlo per accompagnare questa seconda fase nella quale è importante avviare davvero un rilancio della Rai – ha detto la parlamentare dem -. Dentro questa riorganizzazione noi dobbiamo valorizzare assolutamente il personale interno della Rai. La domanda a questo proposito che rivolgo all’amministratore delegato è: c’è intenzione di valorizzare tutte le risorse della Rai? Anche quelle che sono lì a disposizione e che avevano precedenti incarichi?”. Un riferimento, quest’ultimo, che la Lega indica come esplicitamente riferito a Mario Orfeo, “è fin troppo scontato”.

Una visione contestata dall’ad Salini. “Il piano industriale non lo considererei un reperto archeologico – ha detto -, ha subito un rallentamento che, per esempio, non ha coinvolto la creazione della direzione documentari e non ha fermato il job posting per i nuovi formati. Tengo a sottolineare che nel piano industriale viene rimarcata la valorizzazione delle risorse Rai”.

“Penso sia necessario lavorare sulla definizione di un piano straordinario di intervento – ha aggiunto Salini – che faccia del Servizio Pubblico il punto di riferimento in grado di supportare in modo strutturato la ripresa delle attività e di svolgere ancora di più un ruolo centrale e determinante nel difendere e sostenere e rilanciare il settore culturale, dando garanzia e certezza di continuità”. Per Salini il servizio pubblico può dare “una risposta concreta a tutte quelle componenti della filiera produttiva editoriale ed audiovisiva nel nostro paese, che si trovano oggi in grande difficoltà e spesso in una situazione di vera e propria sofferenza. La Rai è in prima fila nello sforzo di mantenere il ruolo di volano in un passaggio critico come questo, puntando sullo sviluppo della creatività” ha rilevato.

Sul fronte dell’opposizione, Franco Tiramani capogruppo della Lega in commissione ha duramente criticato la direzione di Giuseppe Carboni del Tg1. “La gestione Carboni è disastrosa sia per la programmazione sia per dati di share, i peggiori della storia della Repubblica, per il tg dell’ammiraglia Rai. Perchè Antonio Di Bella non viene coinvolto nel progetto di rilancio? Da chi dipende Carboni? Da Rocco Casalino…”.

Adesso si vedra’ se il cattivo umore che accomuna i partiti di governo si tramuterà in passi concreti nel  Cda della  Rai previsto per oggi con all’ordine del giorno anche la discussione  sugli eventi del 10 aprile.  Considerando che finora gli unici consiglieri che hanno osato puntare il dito contro Foa sono stati sempre e solo Rita Borioni (in quota Pd) e Riccardo Lagana’ (in rappresentanza dipendenti Rai), c’e da vedere cosa farà la pentastellata  Beatrice Coletta.

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