Con la quarantena crescono vendite e-book e audiolibri, ma il digitale resta marginale nel business degli editori (10%)

Il gap tra grandi e piccoli editori nell’offerta di e-book è molto ampio: se infatti dei 1.564 editori attivi del 2018, quasi uno su tre (il 29,3%) ha pubblicato almeno un’opera in formato e-book, l’incidenza varia dal 65% dei grandi editori, al 34,1% dei medi e al 15,6% dei piccoli. Inoltre, se i grandi editori hanno reso disponibile ben il 45,8% dei propri titoli anche in un formato digitale, la quota di libri pubblicati dai medi e piccoli editori con una versione e-book non supera rispettivamente il 18,4% e l’11,1%.
Differenze significative riguardano anche i contenuti editoriali: la versione digitale è particolarmente diffusa per i libri di avventura e i gialli (82,1%), i testi di informatica (62,9%) e la matematica (61,4%), i libri di attualità politico-sociale ed economica (56,1%).
Complessivamente l’offerta digitale è particolarmente accentuata per i testi scolastici, i quali rappresentano circa un quarto dei 30 mila titoli con un corrispondente formato e-book (rispetto 12,9% dei libri cartacei).
Il mercato dei libri esclusivamente in formato e-book, cioè senza una corrispettiva versione cartacea, è invece ancora poco sviluppato: solo il 5,6% degli editori di libri ha pubblicato titoli esclusivamente digitali.

Negli ultimi anni gli editori hanno investito in misura crescente nell’offerta di titoli in formato e-book: la percentuale di opere pubblicate a stampa disponibili anche in versione digitale è passata infatti in soli due anni dal 35,8% nel 2016 (circa 22 mila titoli) a quasi il 40% del totale delle opere librarie stampate nel 2018 (più di 30 mila titoli).
Il fatturato che deriva dalla vendita di contenuti digitali (e-book, banche dati e servizi web) è tuttavia ancora modesto: per il 92,6% degli editori attivi non supera il 10% del totale, indipendentemente dalla dimensione d’impresa. Soltanto per l’8,9% dei grandi editori la quota di vendita dei prodotti digitali è compresa tra l’11% e il 25% del fatturato complessivo. E’ quanto si legge nel rapporto Istat dal titolo ‘Editori e libri nello scenario del Covid-19’.

Anche in questo segmento predomina la grande dimensione d’impresa: più di un grande editore su dieci (11,4%) e solo il 2,5% dei piccoli hanno pubblicato opere esclusivamente in formato e-book.
La materia prevalente delle opere pubblicate esclusivamente in formato e-book è la narrativa (il 44% delle opere pubblicate); i titoli di saggistica sono il 19,4%.
In campo digitale gli editori – soprattutto i grandi – non si limitano alla pubblicazione di e-book: digitalizzano testi in catalogo (22,1% degli editori attivi: 38,8% i grandi Vs 15,4% i piccoli), stampano su richiesta (18,5% in media; 31,2% i grandi), progettano banche dati e offrono servizi Internet (9,7% in media; 12,2% i grandi).
I grandi editori hanno incrementato negli ultimi anni la produzione di audiolibri (15,2%; +7,8 punti percentuali rispetto al 2016) e la collaborazione con piattaforme online per la loro fruizione (12,2%; +5,4 punti percentuali).
Il fatturato della vendita di contenuti digitali per il 92,6% degli editori attivi non supera tuttavia il 10% del totale, indipendentemente dalla dimensione d’impresa. Solo per l’8,9% dei grandi editori la quota di vendita dei prodotti digitali è compresa tra l’11% e il 25% del fatturato complessivo.
Allo stato attuale, pertanto, le entrate derivate dai contenuti digitali sarebbero in grado di compensare solo in minima parte, e solo per i grandi editori, il calo delle entrate derivate dalla vendita dei tradizionali libri cartacei. (AGI)

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Rassegne stampa, il Tar conferma la decisione Agcom: non sono riproducibili gli articoli a riproduzione riservata

Rassegne stampa, il Tar conferma la decisione Agcom: non sono riproducibili gli articoli a riproduzione riservata

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti