Soddisfazione al Corriere per la sospensione dei dividendi

E’ stato firmato ieri al ministero del Lavoro, in una modalità adeguata alla situazione – incontro telefonico e scambio di mail – l’accordo che prevede 38 prepensionamenti al Corriere della Sera.

via solferino

via Solferino

L’intesa è stata sottoscritta, oltre che dall’azienda e dal comitato di redazione, dalla Federazione della Stampa, dall’Associazione lombarda dei giornalisti, ma non dall’Associazione romana.
Conclusa la trattativa sullo stato di crisi, il Cdr del quotidiano diretto da Luciano Fontana si sta preparando a studiare, con i responsabili della sicurezza dell’azienda, come affrontare la ‘fase 2’ dell’emergenza virus e i necessari progressivi adeguamenti organizzativi. Attualmente il 90% dei giornalisti del Corriere lavora in remoto.
Intanto, oggi sul Corriere è uscito un comunicato del Cdr, nel quale i rappresentanti sindacali della redazione – che avevano pubblicamente criticato la proposta di una distribuzione dei dividendi ai soci di Rcs – esprimono soddisfazione che, per decisione del Gruppo Cairo, “parte del capitale che si voleva destinare al pagamento dei dividendi resti invece in azienda per contribuire al rilancio delle testate del gruppo in un momento delicato come quello in corso”.

Il Comitato di Redazione del «Corriere della Sera»
Abbiamo apprezzato la decisione del presidente di Rcs Urbano Cairo di non procedere con l’erogazione dei dividendi. Era quanto da noi richiesto e anche uno dei quesiti che, come piccoli azionisti, abbiamo già depositato in vista dell’imminente assemblea di Rcs MediaGroup, in programma per il prossimo 29 aprile.
Siamo soddisfatti che parte del capitale che si voleva destinare al pagamento dei dividendi resti invece in azienda per contribuire al rilancio delle varie testate del gruppo, in un periodo delicato come quello in corso e con un piano di trentotto prepensionamenti appena firmato al ministero del Lavoro. Un accordo che, pur comportando dei sacrifici per la redazione, è stato approvato con grande senso di
responsabilità, perché siamo convinti che in momenti difficili ognuno debba fare la propria parte.
Ci conforta vedere che anche l’editore abbia voluto mostrarsi in sintonia con il clima che si vive al «Corriere della Sera» e nel Paese.

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