Malagò (Coni) pronto al terzo mandato, spara a zero su Serie A: non c’è piano su ripresa; perché tamponi solo a calciatori?

Giovanni Malagò si ricandida di fatto per il terzo mandato alla presidenza del Coni (“l’ho promesso al mio mondo”, ricorda) e spara a zero contro la Serie A di calcio, accusandola di non aver approntato alcun piano realistico per la ripresa in sicurezza dell’attività e del campionato, ma anche di considerarsi un mondo a parte, privilegiato rispetto al Paese nell’emergenza Coronavirus. In una intervista all’Adn Kronos il numero uno del Coni si chiede: “I tamponi ai calciatori? Evidenzio che ad oggi c’è un problema di tamponi nel Paese”. E anche di fronte alla proposta delle società di regalare alla cittadinanza una quota di quelli acquistati per gli atleti e per tutto il personale del calcio, osserva: “Sarebbe una bellissima cosa. Ma deve succedere che c’è talmente un esubero di tamponi che li regalino”.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò (Foto ANSA)

Le critiche di Malagò riguardano l’atteggiamento delle società di serie A anche e soprattutto sulla ripresa del campionato e sulla mancanza di un “piano B”. “Non ho mai pensato che il calcio non debba ripartire, tutt’altro. Ma ho sempre sostenuto che a differenza di tutti gli altri sport non prevede un’alternativa tra il fatto che possa ripartire o magari ripartire e non finire. E’ doveroso, giusto ed encomiabile che uno provi a trovare tutte le soluzioni per cercare di chiudere la stagione”. Ma se per un qualsiasi motivo si riprende il campionato, prosegue Malagò, e poi non lo si completa “c’è il rischio di compromettere non solo la stagione corrente ma anche la successiva”. Il numero uno del Coni accusa: il protocollo che la Figc ha presentato ieri al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora e che ritiene riguardi in sostanza la Serie A, è stato fatto autonomamente. “Lo ha fatto per conto proprio – dice -. A questo punto (la Figc, ndr) sta giocando una sua partita. E’ legittimo, è sua facoltà farlo, ma è normale che io lo debba evidenziare”. “Tutti gli altri sport hanno preso decisioni diverse dal mondo del calcio – ha chiarito Malagò in una intervista a Tgcom24 – e sono state tutte decisioni sofferte. Ma sono state prese”.

Il presidente del Coni quasi a confermare i dubbi sulla ripresa dell’attività di molti sport in Italia parla anche delle Olimpiadi di Tokyo spostate nel 2021. “Il vaccino per le Olimpiadi? – chiede Malagò -. Lo attende l’umanità il vaccino, non il Cio. Se non arriva è tutto in discussione”.

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