Nel cda Rai smontato l’atto di censura a Foa per le lettere di Barachini

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Voleva essere una sorta di mozione di censura nei confronti del presidente Marcello Foa quella predisposta dai consiglieri Rita Borioni (pd) Riccardo Laganà (dipendenti) nel Consiglio di amministrazione di ieri, finita nel nulla perché non ha trovato la maggioranza nel Cda. I due consiglieri non hanno però rinunciato a stigmatizzare il comportamento omissivo del presidente della Rai che non ha ritenuto necessario informare il Cda di due lettere arrivate dalla Commissione di Vigilanza e comunicate diversi giorni dopo.

Marcello Foa (Foto Ansa)

A tenere banco nel Cda, come già successo in Vigilanza, la lettera del presidente Alberto Barachini per chiedere il riequlibrio informativo a favore di Salvini e Meloni criticati dal premier Conte. Borioni e Laganà hanno sottolineato l’ irritualità e il tono imperativo della richiesta a cui l’azienda non avrebbe dovuto dar seguito per tutelare l’autonomia del servizio pubblico.

Nel dibattito che è seguito si sono registrati momenti di acceso confronto tra la consigliera dem e il leghista Igor De Blasio, ma la discussione è finita dopo che il Collegio sindacale ha dato sostanziale ragione a Foa pur raccomandando una migliore circolazione dell’informazione verso il Cda. Un problema confermato dalla consigliera grillina Beatrice Coletti che si è lamentata di non aver talvolta avuto informazioni puntuali.