Google estende a tutti gli inserzionisti la richiesta di verificare la propria identità

Google chiederà a tutti gli inserzionisti di verificare la propria identità per acquistare annunci attraverso il software dedicato, nell’ottica di eliminare la disinformazione o prodotti relativi al coronavirus.

La nuova politica – che verrà applicata alle inserzioni acquistate attraverso il software Display & Video 360 sulle ricerche di Big G, YouTube e sui siti di terze parti su scala mondiale – mira a contribuire “a supportare la salute dell’ecosistema pubblicitario digitale, identificando i cattivi attori e limitando i loro tentativi di distorcere l’immagine del settore”, ha scritto John Canfield, direttore della gestione prodotti per l’integrità delle inserzioni di Google.

Gli inserzionisti già presenti riceveranno una notifica e avranno 30 giorni di tempo per completare il processo di verifica, pena la sospensione dei loro account. Il processo, ha precisato Big G, richiederà alcuni anni prima essere completato.

Sundar Pichai, ceo di Google (Foto Ansa – Epa/Rajat Gupta)

Google è il maggiore venditore di pubblicità digitale al mondo. Il suo business pubblicitario, che comprende quello di YouTube, del motore di ricerca e le inserzioni di siti di terzi, ha generato circa 135 miliardi di dollari lo scorso anno.

Il processo di verifica dell’identità degli inserzionisti attivi nel campo della pubblicità politica era già stato attivato nel 2018, innescando delle critiche legate al fatto di essersi affidata agli acquirenti di annunci stessi affinché si auto-designassero come inserzionisti di annunci politici.
Ora, l’estensione del processo – cui Google era al lavoro prima dello scoppio del Coronavirus – consentirà all’azienda di eliminare dal mercato gli attori che potrebbero acquistare annunci con contenuti politici senza registrarli come tali.

 

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