Cura Italia è legge. I provvedimenti a sostegno del settore editoria. Attesa per il Decreto Aprile 

Dopo il sí alla fiducia chiesta dal governo sul decreto Cura Italia, votata ieri sera, l’assemblea di Montecitorio ha approvato oggi con 229 voti a favore, 123 voti contrari e due astenuti la conversione del provvedimento, che diventa quindi legge dello Stato. Varato lo scorso 17 marzo, Cura Italia prevede misure di potenziamento del Sistema sanitario nazionale e sostegno a famiglie, lavoratori e imprese. Nel provvedimento sono poi confluiti anche i due decreti legge varati a inizio marzo per i primi interventi d’urgenza in campo economico e sanitario. Nuovi e più ampi interventi in tema di liquiditá sono previsti nel decreto legge Imprese, ora all’esame della commissione Bilancio di Montecitorio, mentre sono in arrivo ulteriori misure a sostegno di cittadini e imprese nel decreto legge Aprile, atteso per il 30 del mese.

(Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Il decreto Cura Italia non ha subito modifiche nel suo passaggio alla Camera rispetto al testo votato dal Senato. Oltre alle misure applicabili in generale a imprese, lavoratori e cittadini, il provvedimento prevede anche alcuni interventi specifici, tra cui quelli a sostegno del settore editoria. Come l’ampliamento del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari riconosciuto nella misura unica del 30% (e non più sulla quota incrementale) a favore di imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali che effettuano investimenti su stampa quotidiana e periodica anche on line, su emittenti tv e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Ma anche il riconoscimento a favore di giornalisti autonomi (free lance e co.co.co) iscritti a Inpgi2 del reddito di ultima istanza, ovvero di un bonus di 600 euro per il mese di marzo, che il decreto aprile porterà secondo gli annunci a 800 euro. Per le edicole infine si amplia il credito di imposta anche alle imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali e/o periodici a rivendite situate nei comuni con una popolazione inferiore a 5 mila abitanti e nei comuni con un solo punto di vendita. Il credito d’imposta sale a 2mila euro per il 2019 e raddoppia a 4 mila per il 2020. Alle voci di spesa già previste (come gli affitti),  il credito si estende anche alle spese di fornitura elettrica, telefoniche, di collegamento a Internet, e ai servizi di consegna a domicilio delle copie dei giornali.

Da ricordare infine l’approvazione di due ordini del giorno, entrambi a sostegno dell’emittenza televisiva e radiofonica locale (uno a firma del senatore Udc, Antonio De Poli, l’altro del senatore Pd, Andrea Ferrazzi), con cui il governo si impegna ad adottare una serie di misure: in particolare risorse aggiuntive rispetto a quelle finora previste dal fondo per il pluralismo (De Poli e Ferrazzi) e credito di imposta su affitti e consumi energetici per i mesi da marzo a giugno 2020 (De Poli).

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