Michael Roth, IPG: “Secondo trimestre difficile: clienti schizofrenici, incerti se tagliare la spesa in adv o investire sulla brand awareness”

Il mondo della comunicazione e dell’impresa reagisce all’emergenza covid-19. La parola a manager, pubblicitari, investors, creativi – LE ALTRE INTERVISTE

Michael Roth (foto YouTube)

Alla guida di Interpublic, Michael Roth è il meno pessimista dei ceo dei grandi gruppi dell’advertising internazionale. Come i concorrenti, IPG ha annunciato per tempo politiche di severe riduzioni e revisioni dei costi, con licenziamenti e tagli degli stipendi dei manager di tutti i livelli.

La strategia, probabilmente, adottata da tutti big dell’adv, è anche quella di rassicurare così investitori e Borse. In questo contesto un buon viatico per il mercato, in casa IPG, è stata anche la presentazione dei dati del primo trimestre. Ancora non severamente danneggiati dalla crisi innescata dalla pandemia. Così presentando i numeri, Roth – pur ammettendo che il secondo trimestre non sarà affatto buono – ha enfatizzato la solidità di alcune performance del gruppo, considerando possibile un miglioramento della situazione complessiva già nel terzo quarto dell’anno. Nei primi tre mesi i ricavi di Interpublic sono stati superiori alle attese, a quota 1,97 miliardi di dollari, quantunque in calo dell’1,6% rispetto al periodo omogeneo del 2019. Si è fermata la crescita organica (0,3%), che l’anno passato era stata vivace (+6,4%). Impattano ovviamente sui dati gli effetti del corona virus, in particolare in Asia pacifico (-5,3%), mentre negli Usa il valore della produzione di IPG è rimasto identico all’anno precedente. In particolare, la Cina, Hong Kong e Singapore hanno registrato cali a due cifre nel primo trimestre a causa di campagne di marketing differite o azzerate e per gli annullamenti dei grandi eventi. Roth ha sottolineato le tante vittorie di pitch che IPG ha portato a casa in regime di smart working in questi primi mesi del 2020, e ricordato come il settore Health di IPG, che rappresenta il 28% delle attività, stia ottenendo buoni risultati. E ha rimarcato che comunque che rimane solida in questa fase difficile la posizione delle aziende tecnologiche e delle telecomunicazioni, nonché quelle di molte marche della new economy. Roth ha definito il comportamento del cliente tipo nel clima attuale come schizofrenico: “Continuano a cambiare idea, incerti se tagliare la spesa pubblicitaria o investire nella costruzione del marchio, grande opportunità di questo momento”.

Roth si è detto certo che i clienti abbiamo inteso bene, in questa fase delicata, quale sia il valore e l’importanza dei servizi di IPG in termini di crescita e competitività a lungo termine. Sottolineando come con i clienti si stiano creando rapporti molto più intensi e caldi che, in prospettiva, potranno garantire relazioni più produttive nel prossimo futuro.

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