Tuttosport: giornalisti in stato di agitazione permanente contro la Cassa Integrazione sl 57%

Il Covid-19 che ha azzerato tutte le attività sportive togliendo quasi la ragion d’essere alla stampa del  lettore, sta minando i rapporti tra giornalisti ed editori mentre devono fare i conti con una crisi mai vista prima. Calo delle vendite in edicola e una ancora più drammatica crisi delle entrate pubblicitarie che segnano un meno 80% stanno affossando gloriose testate amate dai lettori.


Il primo scontro si e’ registrato alla Gazzetta dello sport con un braccio di ferro tra la redazione e Urbano Cairo, l’editore che tra l’altro chiedeva di tagliare i costi domenicali in un momento in cui gli stadi sono chiusi. A Tuttosport, testata torinese del Gruppo Amodei, e’ esplosa ieri una dura contestazione dei giornalisti per la richiesta dell’azienda Nes di accedere alla Cassa Integrazione in deroga Covid-19 (Cigd) prevista per l’emergenza virus dal governo in misura del 57%.

Un comunicato del cdr dice che “L’assemblea dei redattori di Tuttosport, già in solidarietà da mesi, respinge fermamente la richiesta dell’Azienda Nes di accedere alla Cassa  Integrazione” che ” accordata in queste dimensioni impedirebbe la realizzazione del consueto giornale, giacché sarebbe presente
all’ideazione e lavorazione un numero troppo esiguo di redattori e l’unica soluzione praticabile sarebbe quella dell’esternalizzazione a collaboratori e service.
La redazione si rende conto delle notevoli difficoltà dell’azienda in un contesto che la pandemia ha privato di eventi e ha presentato anche una proposta alternativa che permettesse a un numero accettabile di redattori la preparazione del giornale quotidiano, ricevendo risposta negativa.”
Dopo un lungo elenco di accuse nei confronti della gestione dei manager e dei vertici del gruppo Amodei, al limite della diffamazione, i giornalisti “in attesa dell’incontro con gli organi nazionali Fieg e Fnsi dichiarano lo stato di agitazione permanente e sottolineano che per tutti i motivi sopra elencati non firmeranno alcun accordo emergenziale provvisorio che metta a repentaglio la qualità e la stabilità del giornale e che non contempli un piano atto ad affrontare il futuro, da lanciare appena conclusa l’emergenza stessa. Un piano che preveda la piena integrazione tra sito, multimedialità e prodotto
cartaceo, nonché una maggiore promozione e visibilità del giornale e non solo del marchio” .

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