Martella: entro estate legge sul copyright. Su potere Agcom di ‘spegnere’ canali pirata: decideremo in Parlamento

L’impegno del governo è di fare presto la legge sul copyryght e arrivare “alla discussione e al voto entro l’estate”. Lo afferma Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all’editoria, in un’intervista a Repubblica. Poi sarà la volta del lavoro dei ministri competenti – Dario Franceschini e Vincenzo Amendola – che dovranno scrivere “i decreti che fissino i criteri per determinare il giusto compenso dovuto dai colossi della Rete, che da soli raccolgono l’80% del mercato pubblicitario, a quanti quei contenuti producono e che i colossi della Rete veicolano. E dunque agli editori, agli scrittori, a chiunque detenga la proprietà intellettuale di ciò che viene condiviso online. Potremmo avere i decreti legislativi pronti entro la fine di quest’anno, sei mesi prima della scadenza fissata dall’Europa per il recepimento della direttiva”.

Il sottosegretario con delega all’Editoria Andrea Martella (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

“Ogni giorno di ritardo sono risorse in meno per la filiera dell’editoria, non solo editori, ma giornalisti, scrittori, edicolanti, cartiere, tipografie, da cui dipende la qualità di una democrazia”, rimarca il sottosegretario che oggi alle 13 sarà audito in Commissione Cultura sulle iniziative per fronteggiare le conseguenze dell’emergenza Covid-19 sull’editoria.
“E su questo, a nome del governo, voglio essere chiaro. La battaglia per un futuro sostenibile dell’editoria italiana è una battaglia per la libertà di ciascuno di noi, per il pluralismo, per una società aperta. Perché quando un’edicola o una libreria tirano giù la saracinesca se ne va con loro un pezzo della nostra democrazia”.

Nel corso dell’intervista, Martella ha toccato anche il tema attualissimo della circolazione illegale di copie di giornali e libri via Telegram. “Ho ricevuto insieme al presidente Conte una lettera dall’Agcom con cui l’autorità ipotizza di introdurre una norma che modifichi la legge istitutiva dell’Autorità garante per le comunicazioni, attribuendole il potere selettivo di spegnere quei canali di messaggistica, anche fuori dallo spazio dell’Unione, che violano il copyright”, ha detto richiamando anche i provvedimenti presi dalla Procura di Bari. “Mi prenderò qualche giorno per verificare con gli uffici tecnici di Palazzo Chigi questo tipo di intervento normativo, poi il governo coinvolgerà il Parlamento nella discussione e approvazione della norma”.

Infine una riflessione anche sugli interventi per sostenere la ripartenza del settore editoriale tra cui il “credito di imposta per la pubblicità, il digitale e la carta”. “Del resto, l’articolo 21 della Costituzione e la giurisprudenza costante indicano proprio negli aiuti diretti e indiretti all’editoria il presupposto della libertà di stampa. È un dovere costituzionale sostenere l’informazione. Perché ne va del suo pluralismo. Dunque, della sua libertà e della libertà del Paese”, ha concluso.

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