Calcio, Spadafora: ripresa Serie A sentiero sempre più stretto. La Lega cominci a pensare al piano B

“La ripresa del campionato di calcio sinceramente sembra un sentiero sempre più stretto, la ripresa degli allenamenti, che auspichiamo, non significa la ripresa del campionato. L’appello da fare alla Lega calcio di Serie A, che nei prossimi giorni tornerà a riunirsi, è di cominciare a pensare a un piano B, perché le soluzioni possono essere tante”. Così il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che è intervenuto a Omnibus, in onda su LA7, sulla possibile ripresa dell’attività calcistica.

Vincenzo Spadafora (Foto ANSA / RICCARDO ANTIMIANI)

“Al massimo entro questa settimana il Comitato tecnico-scientifico ci dirà se il protocollo è attuabile o meno. Entro tre giorni al massimo potremo dire se la Serie A può ripartire con gli allenamenti per il 18 maggio. Fra oggi e domattina ci saranno una serie di audizioni sul protocollo presso il Comitato tecnico-scientifico, poi si capirà”, ha aggiunto il ministro Vincenzo Spadafora.
“E’ fuori di dubbio che, se dovesse riprendere il campionato, le partite si giocheranno a porte chiuse – ha sottolineato -. Lo sport non è solo il calcio e il calcio non è solo la Serie A, il criterio indicato dal Comitato tecnico-scientifico era di contingentare i numeri, negli sport individuali abbiamo esteso la possibilità degli allenamenti ai prof e non prof ritenuti di rilevanza nazionale dal Coni, che poi sono poche migliaia di persone. Non abbiamo esteso la riapertura al calcio, perché il protocollo non è stato ritenuto sufficiente”.

“Io non cerco rischio zero, perché rischio zero non lo possiamo cercare come Paese, ho semplicemente chiesto al Comitato tecnico-scientifico che il protocollo proposto dalla Figc fosse quantomeno attuabile – le parole di Spadafora -. Siamo così sicuri che tutta la quantità di tamponi richiesta, e si dice di poter fare per tutti i calciatori, sia possibile? E poi, il protocollo è applicabile anche per le serie minori del calcio?”.
“So che il calcio produce un fatturato e soprattutto paga tasse allo Stato che consentono di alimentare il fondo con cui finanziamo tutti gli altri sport. Sarei un folle a demonizzare il calcio, perché vuol dire che l’anno prossimo non ci sarebbero le risorse per finanziare le altre discipline sportive; da ministro dovrei rispondere a questa cosa gravissima”. “Però – ha concluso – tutti dobbiamo fare dei passi avanti e non avere fretta sulle date dei campionati. Io oggi non posso dire se a metà giugno riprenderanno i campionati. Non ne possiamo avere certezza”.

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