Roberta Ferri, Inalca. “La scelta italiana deve essere quella di fare finalmente sistema”

Il mondo della comunicazione e dell’impresa reagisce all’emergenza covid-19. La parola a manager, pubblicitari, investors, creativi – LE ALTRE INTERVISTE

“Inalca non si è mai fermata, negli uffici si è andati avanti con lo smart working, mentre negli stabilimenti la produzione è continuata come e più di prima, adattandosi in tempi rapidissimi alle nuove disposizioni di sicurezza e tutela dei lavoratori”. Lo racconta Roberta Ferri, Head of Marketing & Communication di Inalca, vero proprio colosso dell’alimentare Made In Italy. Fa parte del gruppo fondato nel 1963 a Modena da Luigi Cremonini, attivo e forte anche in Africa e in Russia, dove – tra le altre cose – è appena partita una nuova piattaforma logistico distributiva. Il Gruppo Cremonini con Inalca produce e commercializza un assortimento completo di carni bovine in Europa, dall’allevamento al prodotto finito. La pubblicità in era Covid-19? Ebbene, una case history interessante è proprio quella esemplificata nella campagna di un brand tra quelli curati dalla Ferri: ‘Montana, la tua scelta Italiana’ con l’hashtag #scegliItalia, è on air in maniera ‘sobria’ e attenta, ma molto visibile.

Una situazione complessa e articolata. Per il Paese ed il gruppo alimentare emiliano

Sulla situazione generata complessivamente dall’emergenza pandemia sul gruppo alimentare, Ferri dichiara: “Con un segmento della nostra offerta di prodotto abbiamo avuto un aumento del giro di affari che ha potuto solo in parte compensare il dato di calo di altre attività aziendali nella distribuzione ristorazione”. Inevitabilmente in flessione, infatti, all’interno del Gruppo, sono le attività distributive al canale horeca. Il fermo complessivo – dice l’ultimo decreto governativo – è per adesso fissato fino all’inizio di giugno. “Si tratta di un fenomeno, quello del coronavirus, che non finisce di impattare sulle nostre vite e sulle attività produttive del Paese ed è molto difficile prendere le misure e reagire a quello che sta avvenendo”. Ci sarà da affrontare un percorso di transizione ed una fase di adattamento ad una nuova normalità. “Ci sono situazioni e problemi molto diversi con cui confrontarsi – continua Ferri – anche soltanto all’interno di una realtà aziendale come la nostra, che possono aprire anche a nuove opportunità. Capire come il Retail si organizzerà e interpreterà questo nuovo scenario, che spazio l’e-commerce e gli acquisti online prenderanno nelle abitudini di consumo degli italiani, quanto il take away e le consegne a domicilio stanno plasmando i nuovi format di ristorazione.” Inalca ha una quota ampia di fornitura dei servizi di ristorazione veloce, “ma anche quella ha subito un fermo ” spiega. “Quello che è cresciuto – sintetizza Ferri – è il giro d’affari collegato alla fornitura della carne alla grande distribuzione, e degli altri prodotti confezionati, tra cui la carne in scatola che ha avuto aumenti fino al + 56% e gli hamburger surgelati. La carne rappresenta un alimento fondante nella nostra dieta ed in particolare la carne in scatola in questa emergenza si è dimostrata un prodotto estremamente sicuro e funzionale: proteico, magro, a lunga conservazione.”

L’interesse della filiera e quello del Paese

Quello di Montana è uno spot che era già adatto per l’atmosfera da ‘fase due’ che ora il Paese sta vivendo. “Col nostro slogan #ScegliItalia, non facciamo altro che farci portavoce di un messaggio che va oltre il prodotto: sostenere il nostro paese, le produzioni di filiere italiane, scegliendo a scaffale ogni volta che si può prodotti 100% italiani. In totale coerenza con i valori e i concetti che da sempre sono al centro del nostro posizionamento. L’italianità, le garanzie di qualità e di sicurezza che sono conseguenti, erano già il cuore del messaggio con cui a partire dal 2013 siamo tornati in comunicazione televisiva con lo spot che rilanciava il mitico Gringo”. Ma non è solo una questione di comunicazione e di marketing. “Oltre che raccontare i valori del prodotto, che è fatto al cento per cento da carne di allevamenti italiani, Montana e Inalca vogliono rappresentare anche quelli di un’intera filiera. Tanti allevatori/imprenditori e tante famiglie che hanno continuato a produrre con noi e a garantire la continuità in totale sicurezza anche in questo momento così particolare”. Un messaggio positivo, che non vuole essere nazionalista in un’accezione basica e regressiva. “Vogliamo sottolineare che è venuto il momento di fare davvero tutti sistema e accelerare la ripartenza del Paese. Nella fase di crisi più acuta l’associazione di cui facciamo parte come Inalca e Montana, che è Filiera Italia insieme a Coldiretti e alle principali insegne della grande distribuzione, hanno lanciato un messaggio unico ai consumatori e alle istituzioni, garantendo tutti assieme solidità, solidarietà ma anche trasparenza e sicurezza agli italiani. Un tema, quello della necessità che il sistema Italia serri le fila, che si spera, resterà attuale e si possa estendere anche ad altri settori anche nelle prossime fasi di questa emergenza”.

La fase due

La comunicazione che è stato un elemento forte e denotante della ‘fase uno’, lo sarà anche nella ‘fase due’. “Credo che le marche oggi più maI che debbano rivestire un ruolo attivo all’interno della collettività, rispondendo alle esigenze delle persone, reagendo al contesto con contenuti di marca che inglobano contenuti di attualità, con una nuova sensibilità. Il consumatore – sottolinea Ferri – le ha identificate come un punto di riferimento solido, anche simbolico, in questo momento drammatico. Vuole sentirle vicine. Oggi è premiante comunicare con messaggi semplici, diretti, positivi oltre che di rassicurazione”.

Montana sta facendo molto la tv. Ma il peso del digitale e dei social è in costante crescita, ed in questa fase in rapida accelerazione. “In questo momento abbiamo privilegiato il canale televisivo in coerenza con il nostro target di consumatori, ma siamo presenti anche sui social. Montana è un prodotto classico, dove per classico – continua Ferri – intendo che il nostro consumatore tipo è di regola un RA di fascia di età 35-60, che guarda molto la tv. Ma è pure vero che si sta sviluppando una fascia di consumatori giovani. La nostra carne in scatola è infatti un prodotto che è molto funzionale a certi paradigmi delle nuove generazioni: semplice e facile da consumare, senza la necessità di cucinarla, magra e con un’alta percentuale di proteine nobili”. La carne in scatola, di regola, senza emergenze, è un prodotto stagionale, tendenzialmente estivo. Che sta on air sui mezzi soprattutto tra aprile e ottobre, con picco a luglio e agosto. Il tono delle campagne di questo periodo? “Attraverso i nostri spot tv abbiamo da sempre trasmesso i nostri aspetti distintivi (allevamenti 100% italiani, filiera italiana, gelatina con brodo di carne, certificazioni ambientali EPD) con un tono simpatico, ironico, e positivo. Il nostro spot con le scatoline Montana in veste di simpatici personaggi cartoon sta riscuotendo molta approvazione tra il pubblico. Testimonianza che comunicare in modo semplice e divertente è il modo per generare empatia anche e soprattutto in questo momento”.

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