Crescono violenze e minacce contro i media. Il consiglio d’Europa: i governi proteggano il ruolo essenziale dei giornalisti

Proteggere il ruolo essenziale dei giornalisti nella democrazia, soprattutto in momenti di crisi come davanti al dilagare del Covid-19. E’ l’appello che la Segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, ha lanciato ai governi dei paesi membri, chiedendo loro di evitare indebite restrizioni della libertà di stampa.

“I governi stanno affrontando sfide senza precedenti, ma questa situazione non deve essere utilizzata per mettere a tacere o ostacolare i giornalisti”, ha spiegato in un messaggio diffuso in vista della Giornata mondiale della libertà di stampa, che cade il 3 maggio.

“I media devono essere liberi di coprire tutti gli aspetti dell’emergenza. I giornalisti hanno un ruolo chiave e una particolare responsabilità nel fornire al pubblico informazioni tempestive, accurate e affidabili. Devono essere in grado di esaminare le decisioni prese dalle autorità in risposta alla pandemia”, ha spiegato ancora, rimarcando come i media “possono aiutare a prevenire la diffusione di panico e a mettere in luce gli esempi positivi di solidarietà nelle nostre società”.

Marija Pejcinovic Buric (Foto Ansa – EPA/ROBERT GHEMENT)

Il messaggio arriva a poche ore di distanza dalla pubblicazione del rapporto annuale della Piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti, redatto da 14 ong per la libertà di stampa.
I dati sottolineano un trend di violenza e intimidazioni contro i media  nell’ultimo anno, al punto che secondo le organizzazioni firmatarie gli attacchi alla libertà di stampa in Europa rischiano di diventare una nuova normalità. Nell’ultima edizione infatti sono menzionati 142 gravi minacce, di cui 33 attacchi fisici, 17 nuovi casi di detenzione (alla fine del 2019 erano 105 i giornalisti incarcerati, 91 nella sola Turchia), 43 casi di molestie e intimidazioni, e 2 nuovi casi di impunità per omicidio.

Secondo le associazioni la situazione con il Covid-19 non può che essere destinata a peggiorare. In risposta alla crisi sanitaria, alcuni governi infatti hanno arrestato i giornalisti per notizie critiche, ampliato notevolmente la sorveglianza e approvato nuove leggi per punire le “notizie false”.

Tra le altre problematiche messe in rilievo anche le misure che rendono più difficile la protezione delle proprie fonti da parte dei giornalisti, ad esempio in Francia, Polonia e Svizzera, e le continue minacce all’indipendenza delle emittenti pubbliche, tra iniziative per ridurre i finanziamenti ed interferenze politiche nella governance.

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