Atleti e virus – Francesca Di Massimo, tennista, giudice di linea, arbitro, oggi libraia pony express: “Porto felicità”

Come si passa dal campo da tennis a vendere libri a domicilio?
“La mia attività è triplice: da una parte arbitro e giudice di linea, da grande appassionata e praticante, da un’altra dipendente della libreria Tarantola di Sesto – una delle più antiche del Paese – e quindi affitto un apparmantino sul lago di Garda. Quindi in realtà mi muovo su tutti e tre i livelli, cambiando via via gli equilibri. E ai tempi del Coronavirus non si gioca a tennis e le librerie sono ancora chiuse”.

Quindi avete pensato di modificare il rapporto coi lettori, raggiungendolo voi, a casa.
“Secondo il presidente del Consiglio, Conte, avremmo dovuto riaprire, invece secondo quello della Regione Lombardia, Fontana, stiamo ancora chiusi. Spero che riapriremo il 4 maggio. Intanto, l’attività si era ovviamente ridotta, così abbiamo pensato di portare noi i libri al lettore. Siamo raggiungibili via Email, messenger e cellulare e abbiamo creato un sito. Gli utenti ci pagano coi soliti sistemi: tessera prepagata o bonifico prima, o alla consegna. Tre settimane fa ha cominciato il titolare, Giorgio Tarantola – anche lui ex arbitro internazionale oggi organizzatore di tornei – , e questa è la seconda settimana che lo facciamo anche noi dipendenti. La mattina riceviamo e smistiamo le richieste e il pomeriggio consegniamo, magari sulla via del rientro a casa, io che abito più lontano”.

Francesca Di Massimo

Quante consegne effettuate al giorno e dove?
“Effettuiamo un cinquantina di vendite, ci muoviamo fra Sesto San Giovanni e dintorni. In genere l’ordine è di una-due copie, ma capitano anche vendite più consistenti, soprattutto di libri per bambini o per studenti. Perché, su ordinazione, se non le abbiamo già in sede, ci procuriamo anche pubblicazioni specializzate”.

Adesso lei dovrebbe essere al sole al torneo di Montecarlo, invece consegna libri porta a porta.
“In calendario avevo Montecarlo, Roma, Wimbledon e Stoccarda, invece chissà quando ripartono i tornei”.

Ma ci sono giudici di linea che vivono solo di quello?
“Sì, c’è gente che lo fa per venti settimane l’anno, anch’io potrei, sono di livello L1, il più alto. Per diverse stagioni ho anche chiuso il Grande Slam, ho lavorato cioè in tutti e quattro i maggiori tornei, Australian Open a Melbourne, Roland Garros a Parigi, Wimbledon a Londra e Us Open a New York”.

La diaria dei giudici di linea negli Slam è di oltre 100 dollari al giorno, con vitto e alloggio pagati.
“Non parlo di cifre, amo quello che faccio, eppoi il compenso varia tanto da torneo a torneo e da categoria di giudici a categoria”.

Il suo fidanzato, il brasiliano Carlos Bernardes, è un giudice di sedia famoso.
“Carlos era appena rientrato dai tornei in Sud America, Rio ed Acapulco, doveva ripartire per Indian Wells e Miami, invece si è fermato a Gorle, vicino Bergamo, dove vivo, gli è andata bene: ci sono stati altri arbitri che sono arrivati nei tornei da arbitrare, e sono tornati indietro”.

In campo può rimediare qualche improperio o peggio, come pony express di libri ha rimediato qualche mancia?
“S’, è capitato, un paio di volte, giusto qualche moneta di resto. Ma vuoi mettere i soldi con la reazione contenta della gente cui consegniamo i libri? Ci sono anche quelli che li spediscono ad amici e parenti con le dediche, con pacchetti regalo. Tanti mi accolgono come se fossi Babbo Natale, la loro reazione ci spinge a fare qualcosa in più per dare un sorriso a chi deve sopportare la quarantena fra le quattro mura di casa”.

Chi tipologia di libri vi viene richiesta maggiormente?
“Soprattutto romanzi di evasione, ma anche libri specifici sul Corona Virus, per conescerne di più“.

Quando si potrà uscire regolarmente di casa questo commercio dei libri porta a porta finirà?
“Ci sarà sempre tanta gente che vorrà venire in libreria: tanti hanno un rapporto fisico coi libri, amano proprio toccarli e chiedere un dialogo col libraio. Ma secondo me molti continueranno ad acquistarli via web: l’esperimento è piaciuto. Fortunatamente, la nuova legge sull’editoria ha portato al massimo del 5% lo sconto possibile e questo ha permesso a noi librerie di pareggiare l’offerta con Amazon, mentre prima col fatto che quel colosso non fa pagare la spedizione non c‘era davvero concorrenza”.

E che ne pensa del futuro dei libri?
“Io sono fiduciosa: penso che il dopo corona virus ci porterà comunque a tanti cambiamenti, e fra questi ci sarà un rallentamento della vita frenetica che facevamo. E fermarsi equivale anche a riflettere di più e leggere un buon libro”.

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