L’8 maggio il consiglio di Federcalcio deciderà sul campionato. Chi vuole riprendere e chi no la Serie A

La data spartiacque per prendere una decisione in merito alla ripresa del campionato potrebbe essere quella dell’8 maggio, data del consiglio della Federcalcio. In quel momento, in base anche agli aggiornamenti sui contagi e solo dopo l’approfondimento del Comitato tecnico-scientifico del governo, potrebbe essere scritta l’ultima parola. In serie A gli allenamenti individuali, su base volontaria, sono ricominciati, quelli di squadra, dopo tutti i test medici, i tamponi e l’idoneità fisica dovrebbero ripartire il 18 maggio ma al momento di certezze reali non ve ne sono. Del resto anche l’Europa si muove in ordine sparso. La Bundesliga e la Premier vogliono partire prima possibile, in Germania si decide domani. I calciatori in Spagna contestano il protocollo. Francia e Olanda hanno detto stop, il Belgio prima lo ha promesso poi ha deciso di non decidere.

E poi c’è L’Uefa che preme perché i campionati nazionali si chiudano entro la fine di luglio per riservare il mese di agosto solo alle Coppe europee. Il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha lasciato una finestra aperta: “Metà giugno? Io mi auguro vivamente che riprenda la Serie A e sarebbe surreale il contrario – ha detto il ministro -. Dovrà avvenire quando saremo in sicurezza. I toni di questi giorni sono scaturiti dalla pressione subita. Molto dipenderà dalle prossime due settimane e da come questa prima riapertura inciderà sul tasso dei contagi”.
Tema del contendere il protocollo Figc sul quale il comitato tecnico scientifico del governo ha avanzato qualche perplessità: “Sono convinto che entro questa settimana avremo un responso – ha spiegato Spadafora – il comitato tecnico scientifico aveva qualche perplessità, anche quella del calcio troverà una soluzione, nonostante ci sia tanto da fare”. Il Consiglio della Federcalcio dovrà rispondere ad un quesito: “L`assunzione del rischio di un fatto non più imprevedibile potrebbe ricadere sul club che si è assunto il rischio di prosecuzione pur in presenza di un rischio incalcolabile”.

Allo stesso modo il presidente dell’Assocalcatori, Damiano Tommaso si è soffermato su questo aspetto: chi si prende la responsabilità di far giocare sapendo che tuttora sussistono dei rischi? In Premier hanno pensato ad una copertura assicurativa.

In Italia si dibatte. Spal, Brescia, Torino, Sampdoria, Udinese, Bologna, Parma e Fiorentina, con queste ultime due che hanno successivamente smentito, non guarderebbero male l’ipotesi di sospensione. Tutte le altre vogliono tirare avanti. La Lazio di Lotito non ha mai cambiato idea: far ripartire gli allenamenti e giocare, prima possibile: “Il problema che mi pongo – dice il numero uno iancoceleste – è quello di far sposare la tutela della salute con la ripartenza, che consente a tante famiglie di portare a casa il sostentamento”. “Una società è composta da magazzinieri, fisioterapisti, cuochi, camerieri, autisti, impiegati. I media hanno bollato il settore del pallone come un manipolo di assetati di soldi, senza riflettere su questo. Il mio augurio per mio figlio, per i vostri figli, per noi tutti, è che questo periodo passi e che si possa, con tutte le precauzioni che vogliamo e dobbiamo attuare, ritornare a ritrovarci tutti insieme”. Poi ci sono seri B, LegaPro e Dilettanti, dove l’attuazione dei protocolli, almeno per C e Dilettanti, è quanto meno complicata.

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