Luca Zaia il governatore che piace. In salita nel gradimento dei politici

Dopo Repubblica, che domenica aveva pubblicato la ricerca sul gradimento dei leader di Ilvo Diamanti che mostra, come vera novità, Luca Zaia, governatore del Veneto in salita al secondo posto dopo il premier Conte. Lunedì e’ Il Financial Times che dedica un editoriale al governatore leghista intitolato ‘Astro nascente della Lega che offusca Salvini’, sottolineando l’alto indice di gradimento di Zaia e lodando il “modello Veneto” che si è rivelato più efficace di quello attuato in Lombardia nel contenimento dell’epidemia.
Da qualche tempo stavamo dietro a Zaia seguendo le notizie che lo riguardava, e i suoi comportamenti per registrare il suo operato e di riflesso lo stile della sua comunicazione, sicuri che stava per diventare una nuova stella politica. I riconoscimenti di Diamanti e di FT rendono il nostro lavoro di attualità . Eccolo.

Luca Zaia (foto Olycom)

Zaia e il Covid-19

Il Veneto è stata la regione colpita per prima insieme alla Lombardia. E’ veneto il primo morto da Coronavirus: un 78enne di Vo’ Euganeo il 21 febbraio.
Da subito Vo’ è stata isolata e il focolaio tracciato tramite tamponi a tappeto.

Il Governatore Zaia ha agito immediatamente, senza aspettare le iniziative centrali (semmai riadattandosi a posteriori): è andato per la sua strada riverificandola e ricalibrandola costantemente. Inoltre, non ha mai lasciato spazio alla politica (nonostante il tema delle regionali che sono state spostate): poche conferenze stampa, poca personalizzazione, poca presenza degli assessori.

Zaia e’ laureato in Scienze della Produzione Animale presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Udine, e questo forse lo ha aiutato a capire le potenzialità del rischio.

Inoltre, la sanità del Veneto, al pari di quella Lombarda, è considerata una eccellenza europea, ma in Veneto non c’è stato negli ultimi decenni uno spostamento di risorse sul privato pari a quello che c’è stato in Lombardia, da cui ne consegue che sanità territoriale in Veneto è molto più forte che in Lombardia, dove invece l’eccellenza è concentrata nel privato e nella sanità di programmazione (tipicamente specializzata e non emergenziale).

Fattori discriminanti del successo (condivisi dai tecnici, anche sui media):
L’immediatezza delle misure su Vo’ Euganeo (mentre in Lombardia hanno aspettato) e i test a pioggia per il tracciamento. Hanno isolato il contagiato, immediatamente chiuso l’ospedale di Schiavonia
La reazione della sanità territoriale veneta.
La minore concentrazione sociodemografica veneta rispetto alla Lombardia.

Infine, il fattore tempo, insieme alla programmazione, è stato discriminante: prima della metà di marzo il Veneto era già una case history di successo.

Strategia/narrazione:
All’inizio allineata con Fontana (chiusura immediata di tutto).
Prima di metà marzo, quando il Veneto aveva chiaramente gestito i primi contagi con risultati diversi dalla Lombardia, se ne è distanziato e ha cambiato la narrazione su toni di “già pronti alla ripresa graduale”
A quel punto, quando la curva ha cominciato a salire ovunque in tutta Italia, ha seguito il corso delle regioni più controllate
Da metà aprile si è definitivamente spostato sulla fase due.

Comunicazione
Non ha fatto una campagna adv: ha lanciato (senza investimento particolare) una serie di banner multisoggetto “combatti il virus con” (la tecnologia, l’autocontrollo, la lettura etc).

Criticità
Su tutte la battutaccia sui cinesi che mangiano i topi.
Ci sono poi stati alcuni cambi repentini di decisioni che però sono calibrazioni abbastanza tipiche delle crisi e alla gestione generale vanno ricondotte (le scuole vanno riaperte, diceva a inizio aprile… poi riapro ai runner, non è vero intendevo non riapro ai runner…).

Calendario
Fine gennaio primi articoli sul virus.
5 febbraio intervista a Zaia sul Corriere della Sera a seguito della richiesta (con Fedriga e Fontana) di mettere in quarantena i cinesi e di avviare maggiori chiusure.

Da metà febbraio si inizia a parlare di conseguenze sull’economia.
Tra il 21 e il 22 febbraio le notizie dei contagiati a Codogno (11) e in Veneto (2) e primo morto italiano per Coronavirus a Vo’ Euganeo.
21 febbraio: azioni intraprese subito (prima ancora del decreto del governo):
Cordone sanitario intorno a Vo’
Ospedale Schiavonia chiuso (no a nuovi pazienti)
Tamponi a pioggia a tutti a Vo” e zone limitrofe
23 febbraio: Mattarella chiama Zaia per esprimere vicinanza
Nei giorni successivi si autosospendono preventivamente molte attività e soprattutto quelle sportive e le università.
28 febbraio: (su pressione delle attività produttive) Zaia dichiara di non voler prolungare l’ordinanza ma riaprire gradualmente dal 1 marzo (soprattutto le scuole) e contemporaneamente video virale con le dichiarazioni sui cinesi che mangiano i topi. Prime differenze con Fontana che invece pressa per tenere ancora chiuso.
2 marzo: lettera di scuse all’ambasciatore cinese.
5 marzo: richiesta di fare di Lombardia Veneto ed Emilia Romagna zone rosse tout court per gli aiuti economici. A questo Zaia aggiunge la richiesta al governo di fare due campagna di comunicazione a livello nazionale: una rivolta ai cittadini per spiegare bene le ordinanze e un’altra con influencer e opinion leader per arginare il danno reputazione le all’immagine italiana (soprattutto turistica). Fa esempi degli influencer che dovrebbero dichiarare che faranno vacanze sulle Dolomiti, sul Garda, etc.
7 marzo: sui giornali ci si inizia a chiedere come mai il Veneto cresce meno in termini di contagi. La risposta dei tecnici: meno concentrazione sociodemografica e capacità di identificazione e sorveglianza precoce rispetto al resto di italia.
10 marzo: quando arriva il decreto Cura Italia Zaia pressa perché tutta l’italia venga trattata in modo uniforme (come poi è stato).
Qui si separano definitivamente le strategie con Fontana, che è ancora in emergenza, mentre Zaia si allinea con le regioni meno problematiche e sfuma il tema dell’eccezionalità e dell’emergenza sanitaria (ma non quello economico).

Metà marzo: i contagi salgono e il Governatore dichiara che applicherà il metodo Vo’ dei tamponi a tappeto e se le misure del CuraItalia non bastassero farà un coprifuoco.
22 marzo: dichiara che sta valutando la app lombarda per i tracciamenti e il farmaco Avigan (prima ancora dell’Agenzia del Farmaco, che dovrà farlo a sua volta inseguendo).

28 marzo: “lo ricorderemo come il virus dei nonni”. Scoppia il tema delle case riposo, Zaia si dichiara consapevole che è un punto critico e che mancano i dispositivi ma dice che stanno cercando di provvedere.

Inizio aprile: in Veneto sì ai test sierologici e al patentino di immunità, mentre in Lombardia si frena. Annuncia ulteriori restrizioni oltre quelle governative (supermercati chiusi la domenica e camminate entro i 200 metri da casa).

5 aprile: la Regione annuncia un piano per le case di riposo (test a tappeto e trasferimenti).

Rimandate le elezioni regionali, Zaia vorrebbe farle prima possibile (all’ipotesi data 12 luglio.)

17 aprile: il Governatore presenta un modello per la fase2: da “chiusi a casa” a “distanti e protetti”. (Si riallinea con Fontana).
21 aprile: intervista su Il Gazzettino: i miei due mesi in trincea. È umano, emotivo.
Da fine aprile in poi la strategia resta costante: sempre un passo avanti rispetto a tutti ma senza mai fare propaganda politica e soprattutto pronto a riallineare e tarare le azioni in ogni momento.

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