Nyt: record di abbonati nel primo trimestre. Ma l’ad Thompson avverte: nei prossimi mesi possibile calo adv fino al 55%

Abbonati digitali in crescita ma ricavi pubblicitari in calo. Il New York Times chiude il primo trimestre con un utile operativo in calo a 44,3 milioni di dollari a fronte dei 52,4 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi complessivi sono saliti dell’1% a 443,6 milioni di dollari, con quelli da abbonamenti saliti del 5,4% a 285,4 milioni.

In calo del 15% a 106,1 milioni i ricavi pubblicitari. In particolare i ricavi dalla pubblicità digitale sono scesi del 7,9% e quelli per la carta stampata del 20,9%.
Lo slancio del fatturato degli abbonamenti e di altri segmenti, quali la divisione televisiva che produce la serie tv “The Weekly” e il fatturato delle licenze di Facebook News, hanno compensato il calo subito dalla divisione pubblicitaria.

Guardando al dettaglio degli abbonamenti, il New York Times ha registrato il più grande incremento di sottoscrizioni digitali di sempre. Il quotidiano ha calcolato 587.000 nuove sottoscrizioni digitali, a fronte delle 342.000 del trimestre precedente. Di queste, 468.000 hanno aderito all’offerta relativa alla versione cartacea del giornale e 119.000 ai prodotti digitali più economici, come le app di cucina e cruciverba.

Mark Thompson (Photo Roberto Monaldo / LaPresse)

Gli abbonati sono saliti a più di cinque milioni alla fine di marzo. Il numero totale, inclusi quelli della carta stampata, sono stati 5,84 milioni. Ma alla fine di aprile, ha puntualizzato la testata, il numero totale degli abbonati ha superato i sei milioni.

Commentando i conti, l’ad Mark Thompson ha sottolineato che il business model dell’azienda, “grazie al crescente focus sulla crescita delle sottoscrizioni digitali e una minore dipendenza dal ramo pubblicitario, le permette di essere ben posizionata per affrontare la tempesta e sopravvivere in un mondo post-pandemia”. Ma guardando avanti ha messo in guardia sul fatto che il calo dei ricavi pubblicitari continuerà, con una flessione che potrebbe raggiungere il 55% nel secondo trimestre. “Abbiamo visto la pubblicità calare rapidamente verso la fine del trimestre e riteniamo che nel secondo trimestre calerà fra il 50% e il 55% rispetto all’anno scorso”.
Il ceo si aspetta anche un potenziale incremento dei licenziamenti nei prossimi mesi, in scia ai piani di ridurre i costi, ma ha precisato che il numero di dipendenti dovrebbe aumentare entro la fine dell’anno.

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