Facebook: nasce il Comitato di Controllo indipendente per la supervisione dei contenuti

Facebook ha annunciato la nascita del suo ‘Oversight Board’, il ‘Comitato di Controllo’ chiamato a giudicare le decisioni sulla cancellazione di contenuti e di profili. Venti membri da tutto il mondo che inizieranno ad operare da fine anno in “piena trasparenza e autonomia” dal social, con il compito appunto di rivedere le decisioni su cosa può o meno essere lasciato su tutte le piattaforme. Tutte le decisioni saranno rese pubbliche e annualmente verrà stilato un report, con la possibilità agli utenti di fare appello presentando i loro casi da fine 2020.

“Le dimensioni della nostra piattaforma implicano grandi responsabilità. Questo è un cambiamento fondamentale, implementeremo le decisioni del Comitato”, ha spiegato Nick Clegg, vicepresidente Facebook, durante una conferenza alla quale ha preso parte Ansa. “Ci aspettiamo che prendano alcune decisioni con le quali noi non saremo sempre d’accordo, ma è proprio questo il punto: i membri sono veramente autonomi nell’esercizio del loro giudizio indipendente”.

La mossa è l’impegno maggiore messo finora in campo dalla società di Mark Zuckerberg per rispondere alle critiche sulla moderazione e gestione dei contenuti problematici, sulla neutralità della piattaforma e sulla trasparenza del processo decisionale.

Nick Clegg (Foto Ansa- EPA/ANDY RAIN)

Nei mesi scorsi, la nascita del Comitato è stata preceduta dalla pubblicazione di una sorta di Carta fondante dell’organismo, che ha natura internazionale. I 20 membri sono stati scelti con selezionatori professionali e una consultazione pubblica, a regime diventeranno 40. Parlano oltre 29 lingue e “rappresentano contesti e punti di vista professionali, culturali, politici e religiosi differenti”.

Ci sono, tra gli altri, Tawakkol Karman, politica e attivista yemenita che nel 2011 ha ricevuto il Nobel per la pace; Helle Thorning Schmidt, ex primo ministro danese; Alan Rusbridger, ex direttore del Guardian che ha vinto il Pulitzer per il reportage su Edwared Snowden; Michael McConnell, ex giudice federale degli Stati Uniti ora professore di diritto costituzionale a Stanford, specializzato in libertà di parola, religione e associazione.  “I casi che sceglieremo di trattare potrebbero essere controversi e le nostre decisioni non potranno accontentare tutti”, ha commentato il comitato. “Ci aspettiamo migliaia di segnalazioni, daremo priorità ai casi che potenzialmente possono influire su più utenti”.

Alcune informazioni in più su come opererà la struttura, soprannominata la ‘Corte Suprema dei contenuti’, sono emerse da un editoriale del Nyt in cui i quattro co-presidenti del board – Catalina Botero-Marino, Jamal Greene, Michael McConnell e Helle Thorning-Schmidt – si sono presentati.
“Si concentrerà sui temi più difficili per i contenuti, incluso le incitazioni all’odio, le molestie, la tutela della sicurezza e della privacy. Le sue decisioni saranno definitive e vincolanti sui contenuti specifici che possono essere consentiti o rimossi da Facebook e Instagram”, hanno affermato i quattro, sottolineando di essere “tutti indipendenti da Facebook”.
Un’indipendenza “garantita dalla nostra struttura. Le attività del board sono finanziate da un fondo di 130 milioni di dollari completamente indipendente da Facebook e che non può essere revocato. I suoi componenti – mettono in evidenza i quattro co-presidenti – non possono essere rimossi da Facebook.
Facebook si è impegnata a portare avanti le nostre decisioni anche se in alcuni casi saremo in disaccordo, a meno che farlo non si traduca in una violazione della legge. L’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, si è personalmente impegnato a farlo”.

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