Rai, Barachini: applicare codice per contrasto a hate speech. Serve campagna informativa su sanzioni

La commissione di Vigilanza Rai “ritiene sia indispensabile che l’azienda dia piena ed effettiva attuazione” alla risoluzione, approvata all’unanimità il 9 ottobre 2019, sull’utilizzo dei social media, con particolare riferimento al contrasto all’hate speech, “prevedendo che i profili social di testate e trasmissioni Rai siano gestiti da un moderatore che intervenga con immediatezza in caso di commenti offensivi e attacchi gratuiti da parte degli utenti”. Così il presidente della bicamerale, Alberto Barachini, in una lettera al presidente e all’amministratore delegato della Rai, inviata a seguito di una riunione dell’organismo che ha discusso del tema.

“Questa esigenza, resa evidente da alcuni recenti episodi, si rende ancora più urgente nell’attuale situazione di tensione legata all’emergenza che vive il Paese – si legge ancora nella lettera -. I commenti pubblicati attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, se non intercettati entro un tempo brevissimo, possono infatti avere un effetto di propagazione difficilmente controllabile, capace di amplificare potenzialmente senza limiti il messaggio d’odio veicolato”.

Alberto Barachini (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

“Chiediamo pertanto alla Rai di porre in atto tutte le misure atte a impedire che profili o pagine riconducibili direttamente al servizio pubblico riportino offese o minacce e possano, anche involontariamente, fungere da innesco per catene di questo tipo”.

“Qualora ciò dovesse ugualmente accadere – prosegue la lettera -, riteniamo doveroso che, nell’ambito della trasmissione il cui profilo è stato utilizzato a tal fine, venga pubblicamente stigmatizzato il comportamento degli autori dei messaggi offensivi e giudicato inaccettabile un tale uso dei commenti, informando contestualmente del costante controllo effettuato dalla redazione e della denuncia sporta alle competenti autorità. Più in generale, la commissione riterrebbe utile svolgere una campagna informativa sulle sanzioni previste a carico degli autori di commenti improntati all’hate speech e della loro rintracciabilità da parte delle forze di polizia, dando adeguato spazio a casi concreti di violazioni e reati che rientrino in questa fattispecie”.

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