Calcio, riunione Figc-Cts “lunga e combattuta”. Ancora nessuna decisione su ripresa

Un’ora e mezza di discussione “lunga e combattuta”. E’ questo il clima, secondo quanto viene raccontato da chi era presente all’incontro, che ha animato la riunione tra Comitato tecnico scientifico della Protezione civile, la Figc e il direttore dell’Ufficio dello Sport, oggi pomeriggio, per esaminare il protocollo per la ripresa degli allenamenti di squadra della Figc, premessa indispensabile per la ripresa dei campionati, in particolare della Serie A, dopo gli approfondimenti chiesti dal comitato sulla prima versione del documento.

Formalmente si è trattato di un’audizione: non è stata presa, nè era prevista alcuna decisione. Ma è stato un passo ulteriore in vista di prossime e attese prese di posizione da parte dell’esecutivo sul calcio.
La questione passa ora al ministero della Salute, per motivi procedurali: alla luce degli approfondimenti compiuti oggi sul protocollo Figc, sarà fatta una relazione, che verrà discussa con il ministro dello Sport.

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(Foto Ansa)

“E’ stata un’ora e mezza di riunione e di confronto molto importante e approfondito, con molte richieste da parte degli scienziati alla Federcalcio” ha sottolineato dal canto suo Spadafora su Fb . “Mi auguro si siano risolte le questioni problematiche che si erano evidenziate e che il 18 possano riprendere gli allenamenti, non solo del calcio, ma anche di tutte le altre discipline sportive, compatibilmente con l’evoluzione della situazione nei prossimi giorni” ha poi aggiunto il ministro, che confermando l’approccio prudenziale, sembra voglia stemperare le punte polemiche.

La settimana prossima è previsto infatti l’incontro annunciato ieri dallo stesso premier Conte, tra il presidente del Consiglio, il ministro Spadafora e i vari soggetti del calcio, ma lo stesso ministro dello Sport ha chiesto di svolgere un’informativa sul calcio già in occasione del prossimo consiglio dei ministri, non ancora convocato.

Tornando all’incontro di oggi tra Cts e Figc, al centro del dibattito, secondo quanto si apprende, sarebbero stati soprattutto la disponibilità dei tamponi e la gestione dei casi di positività. Ma non ci sono solo gli aspetti sanitari di cui tener conto. Importanti anche le questioni legali che possono investire le società, che sono responsabili verso i loro calciatori per un eventuale contagio, da considerare quale “infortunio sul lavoro”. La Figc avrebbe molto appoggiato una soluzione su modello Bundesliga, il massimo campionato tedesco, che questa mattina ha ufficializzato la ripartenza per sabato 16 maggio, insieme alla serie B (Zweiter Liga).

Le pressioni per una rapida ripresa del massimo torneo calcistico in Italia sono pesanti. E non potrebbe essere diversamente: l’industria del calcio muove qualcosa come 5 miliardi di euro, è la terza impresa del Paese e bloccare i campionati, tra diritti tv e sponsorizzazioni varie, si calcola potrebbe arrecare una perdita di circa 800 milioni di euro.
Il fulcro della questione riguarda soprattutto la Lega di serie A e al massimo quella di serie B. Oggi i club di Lega Pro in assemblea hanno raggiunto l’accordo per chiedere al Consiglio della Figc lo stop definitivo alla stagione di Serie C 2019/20. A pronunciarsi in via definitiva dovrà essere il Consiglio federale.

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