Editoria. In bozza ‘DL Rilancio’ credito imposta su investimenti pubblicitari anche per tv commerciali TUTTE LE NOVITA’

Credito di imposta sugli investimenti pubblicitari al 50% che un ulteriore norma propone, al 30%, anche per le TV commerciali nazionali,credito di imposta dell’8% per acquisto di carta per giornali e periodici (ma non per i libri) e del 30% per investimenti in servizi digitali; proroga di 6 mesi per risanamento Inpgi e per le convenzioni esistenti tra Palazzo Chigi e le agenzie di stampa e ripristino dell’obbligo di pubblicazione degli avvisi legali sui quotidiani locali e eventualmente nazionali, anche in formato digitale. Sono alcune delle norme del pacchetto editoria contenute nella bozza del decreto di maggio su cui, precisano fonti governative, è ancora in corso il lavoro di istruttoria. Il provvedimento sarà esaminato dal prossimo consiglio dei ministri che non è stato ancora fissato ma che potrebbe anche slittare a lunedí.

  • LEGGI O SCARICA LA BOZZA DEL DL RILANCIO (Pdf):  1 | 2 | 3 | 4

Giuseppe Conte (foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Nel dettaglio si conferma il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari in misura unica, aumentando il credito fissato nel 30% dal decreto Cura Italia al 50%. Il tetto di spesa viene portato a 60 milioni di euro, 40 dei quali per investimenti pubblicitari su giornali e periodici anche on line e 20 milioni per investimenti su emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche e digitali. Un’ulteriore norma che si legge nella bozza propone poi anche l’estensione del credito di imposta (al 30%), a valere su fondi del Mise, sugli investimenti alle tv commerciali, ovvero alle “emittenti radiotelevisive private in ambito nazionale finanziata prevalentemente o esclusivamente dalla pubblicità”.

Il regime di forfettizzazione delle rese dei giornali prevede l’Iva abbattuta del 95%, dall’attuale 80%.

E’ riconosciuto un credito di imposta dell’8% per l’acquisto di carta per le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritti al registro degli operatori di comunicazione relativo alla spesa 2019 entro il limite di 24 milioni di euro per il 2020. Il credito non è cumulabile con i contributi diretti all’editoria. La relazione tecnica rileva che “considerato che le tirature annue di quotidiani e periodici nel 2019 sono calate del 40% rispetto al 2011, tale importo appare ragionevolmente commisurato al volume atteso di spesa”. Nonostante le attese e l’auspicio a suo tempo espresso dal sottosegretario per l’Editoria, Andrea Martella, nel credito di imposta per la carta il testo non comprende il settore del libro.

Il pacchetto prevede un bonus una tantum per le edicole di 500 euro, nel limite di 7 milioni di euro per il 2020. E’ prevista la ripartizione in caso di domande superiori alla disponibilitá. Il bonus è riconosciuto ai titolari di rivendite esclusive di giornali e riviste senza reddito da lavoro dipendente o pensione.

Il credito di imposta per i servizi digitali è destinato alle imprese iscritte al registro degli operatori di comunicazione con almeno un dipendente assunto a tempo indeterminato. Il credito è del 30% della spesa sostenuta nel 2019 per l’acquisto di server, hosting, manutenzione evolutiva, information tecnology; è previsto entro il limite di 8 milioni di euro, eventualmente si procederà a riparto. Il credito è da considerarsi alternativo e non cumulabile con altre agevolazioni, salvo diversamente previsto da queste ultime. Non è cumulabile con i contributi diretti all’editoria.

Per la pubblicità degli avvisi legali si ripristina l’obbligo, non più la sola facoltà, di pubblicazione su quotidiani di informazione locale, ed eventualmente anche su quelli nazionali, anche in formato digitale degli avvisi, ripristinando in tal modo “la funzione di pubblico servizio del sistema dell’informazione”.

Per i contributi diretti all’editoria, si introducono procedure semplificate.

Per quanto concerne la contribuzione figurativa per i giornalisti ammessi alla Cassa integrazione in deroga, si specifica l’accreditamento dei contributi all’Inpgi (e non all’Inps dove si sarebbero perduti per chi non ha saltri contributi non giornalistici).

Vengono differiti di 6 mesi i termini per le procedure di riequilibrio finanziario della cassa previdenziale dei giornalisti, Inpgi (dal 30 giugno al 31 dicembre 2020) e delle convenzioni in essere tra Palazzo Chigi e le agenzie di stampa (dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021).

LA BOZZA DEL DL RILANCIO (Pdf):  1 | 2 | 3 | 4

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Repubblica: candidati al Cdr scelti il 5 giugno, eletti entro il 15

Repubblica: candidati al Cdr scelti il 5 giugno, eletti entro il 15

Trump vara la stretta sui social: sono monopoli; con interventi sui post assumono posizioni editoriali

Trump vara la stretta sui social: sono monopoli; con interventi sui post assumono posizioni editoriali

De Benedetti presenta ‘Domani’: liberale e democratico. Feltri: indipendente, non neutrale. In arrivo una Fondazione

De Benedetti presenta ‘Domani’: liberale e democratico. Feltri: indipendente, non neutrale. In arrivo una Fondazione