App Immuni, “l’Italia non è pronta”. La spiegazione in 3 punti di Michele Zizza (La Sapienza)

“Mentre attraversiamo un’emergenza di portata mondiale, il nostro Paese non è pronto a offrire soluzioni digitali che implichino il trattamento e la condivisione di dati privati, anche i meno significativi”. Lo scrive il ricercatore dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma al Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale, Michele Zizza, nell’indagine conoscitiva sull’app Immuni comparata al modello sudcoreano , di cui di seguito proponiamo alcuni passaggi, riassunti dall’agenzia Agi.

“​Riconoscere questo vulnus ci consente di esplorare più chiaramente le conseguenze che le tre domande conoscitive hanno nella costruzione di studi utili a migliorare il quadro complessivo ordinario e ad affrontare futuri scenari di crisi”, spiega.

Le tre domande su cui si basa lo studio sono:
“La prima indagine riguarda i tempi di reazione dei due governi nella gestione dell’emergenza. La seconda è relativa al processo di digitalizzazione dei due Paesi e all’educazione digitale. Sebbene esistano letterature sull’educazione sia nella funzione olistica e, come in questo caso, su quella al digitale, possiamo vedere come non è possibile, attualmente, la comparazione col modello sudcoreano. Mentre l’ultima indagine è rivolta al ruolo che ha esercitato la comunicazione dell’App per il tracciamento dei dati nei due Paesi di riferimento”.

(ANSA/ETTORE FERRARI)

“La Corea – scrive Zizza – ha rallentato con successo la diffusione del virus grazie a una rapida reazione. Il governo ha subito garantito programmi di test pubblici gratuiti a livello nazionale. Sono stati effettuati oltre 5200 test per milione di abitanti. Il KCDC (che ha coordinato tutte le operazioni) ha rintracciato tutte le impronte geografiche dei positivi confermati e ha reso pubbliche le informazioni tramite il sito Web e un App. Le città hanno aperto aree per sottoporsi al test (drive-through), diventando un modello anche per altri paesi. Il KCDC, unità altamente specializzata paragonabile al nostro ISS, ha praticamente coordinato tutto, diventando il braccio operativo del governo. La curva dei contagi ha dunque toccato il picco massimo il primo marzo, nel frattempo la macchina del KCDC applicava il protocollo che ha garantito questo successo. Focolaio più grande nella provincia del North Gyeongsang”.

“In Italia – prosegue Zizza – il primo bollettino ufficiale è stato emesso il 21 gennaio 2020 dal Ministero della Sanità mentre Il 30 gennaio, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ha confermato i primi due casi di infezione da COVID-19 in Italia e il 21 febbraio ha confermato il primo caso autoctono. Gli organi istituzionali coinvolti nella gestione della crisi sono stati: Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero della Salute, Dipartimento della Protezione Civile, Istituto Superiore della Sanità. Il DPC ha coordinato le operazioni sul territorio nazionale secondo i DPCM emanati. La curva dei contagi ha toccato il picco massimo il 21 marzo. Le indicazioni per i test diagnostici COVID, in Italia, sono state descritte nella circolare del 3 aprile 2020, fornendo una scala di priorità. Al 22 aprile 2020 in Italia sono stati effettuati circa 25.220 test per milione di abitanti. Focolaio più grande nella regione Lombardia”.

Zizza prosegue la comparazione: “La Corea ha avviato, grazie alla Korea Communications Commission, un processo di digitalizzazione straordinario. L’ultimo rapporto emesso nel 2018 evidenzia un Paese con bassissime percentuali di analfabetismo e una forte attenzione rivolta alle sfide offerte dalle tecnologie e dalla rete. Nel Paese asiatico i fruitori di internet rappresentano il 96.02% della popolazione, coloro che hanno la banda larga sono il 41.25% mentre coloro che possiedono la linea fissa sono il 50.20% e, in fine, coloro che possiedono uno smartphone rappresentano il 128.58%. Seul si è trasformata in una città in cui dieci milioni di cittadini possono vivere comodamente e più sicuri mentre il governo continua a trovare modi innovativi per risolvere le sfide urbane attraverso la tecnologia ICT. L’App Smart Safe Network aiuta le donne a tornare a casa in sicurezza durante la notte mentre con Information Communication Plaza, una piattaforma di divulgazione di documenti, i cittadini godono dei servizi della pubblica amministrazione in modo veloce e facile. Live Seoul rivela le principali decisioni politiche sottoscritte dal governo e lo fa in tempo reale. Questi sono solo alcuni esempi della digitalizzazione della Nazione. Una verifica delle principali fonti di informazione sudcoreane evidenzia come si sia affrontato poco il problema della privacy, dell’utilizzo dei dati e della gestione degli stessi. Sono stati analizzati i testi delle cinque maggiori testate Coreane e un corpus testuale dei comunicati ufficiali di governo”.

“In Italia – continua la ricerca – il rapporto ISTAT “Cittadini e ICT” pubblicato a dicembre 2019, disegna un quadro poco rassicurante, per quel che riguarda la digitalizzazione, in Italia. Seppur con un delta positivo rispetto all’anno precedente, la maggior parte delle famiglie senza accesso a Internet da casa indica come principale motivo la mancanza di capacità (56,4%) e il 25,5% non considera Internet uno strumento utile e interessante. Seguono motivazioni di ordine economico legate all’alto costo dei collegamenti o degli strumenti necessari (13,8%), mentre il 9,2% non naviga in Rete da casa perché almeno un componente della famiglia accede a Internet da un altro luogo. Timidi passi, soprattutto degli Enti locali (Regioni), verso l’uso di intelligenza artificiale e l’analisi dei big data, elemento questo rilevante per la gestione, appunto, dei dati da parte della P.A”.

Infine, una verifica delle principali fonti di informazione sudcoreane ha evidenziato come si sia affrontato poco il problema della privacy, dell’utilizzo dei dati e della gestione degli stessi. Sono stati analizzati i testi delle cinque maggiori testate Coreane e il testo di un comunicato ufficiale di governo. Analogamente, anche in Italia, sono stati analizzati cinque articoli delle cinque maggiori testate del Paese e due corpus testuali dei comunicati ufficiali di governo.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

TOP PROGRAMMI TV SUI SOCIAL e post più popolari. A luglio stravince Fazio per persistenza; Temptation Island ‘solo’ secondo

TOP PROGRAMMI TV SUI SOCIAL e post più popolari. A luglio stravince Fazio per persistenza; Temptation Island ‘solo’ secondo

Ferrero primo italiano fra i 500 paperoni al mondo, Del Vecchio 56°.  Bezos il più ricco, poi Gates e Zuckerberg – LA LISTA DEI 500

Ferrero primo italiano fra i 500 paperoni al mondo, Del Vecchio 56°. Bezos il più ricco, poi Gates e Zuckerberg – LA LISTA DEI 500

Il titolo Gedi esce da Piazza Affari. Giano Holding arriva al 100% e avvia il delisting

Il titolo Gedi esce da Piazza Affari. Giano Holding arriva al 100% e avvia il delisting