Fb: indirizzati 2 miliardi di utenti a fonti attendibili su Covid. Ad aprile segnalati 50 milioni di contenuti

Dal primo marzo Facebook ha rimosso più di 2,5 milioni di contenuti relativi alla vendita di mascherine, disinfettanti per le mani e kit di test per il coronavirus. E ad aprile ha messo etichette di segnalazione per gli utenti su circa 50 milioni di contenuti a tema Covid-19, frutto dell’analisi di 7500 articoli da parte dei fact checker partner. Sono alcuni dati del ‘Community Standards Enforcement Report’ pubblicato periodicamente dalla società di Mark Zuckerberg, che dà conto delle azioni messe in campo in alcune aree sensibili, anche il linguaggio d’odio e il bullismo.

“Ad oggi abbiamo indirizzato oltre 2 miliardi di persone verso le fonti messe a disposizione dalle autorità sanitarie attraverso il nostro Centro Informazioni sul Covid-19 e i pop-up su Facebook e Instagram e rimosso centinaia di migliaia di contenuti di disinformazione che potrebbero portare a danni fisici imminenti”, spiega il social.

Mark Zuckerberg
(Foto Ansa – EPA/MICHAEL REYNOLDS)

Al di là del tema coronavirus, il report mette in chiaro le altre aree di azione della piattaforma sui contenuti dannosi. In sei mesi sono stati rimossi 6,3 milioni di contenuti relativi a organizzazioni che diffondono odio, 2,8 miliardi di account fake, 4,8 miliardi di contenuti spam. E grazie ai sistemi di Intelligenza Artificiale è migliorato il cosiddetto rilevamento ‘proattivo’, cioè quello che consente di individuare questo genere di post prima che li segnalino li utenti.

Per l’hate speech, in particolare, Facebook è ora “in grado di rilevare quasi il 90% dei contenuti” prima che venga informato dagli utenti. Su Instagram, invece, oltre a lanciare nuovi strumenti anti-bullismo, la società sottolinea di aver apportato miglioramenti alla tecnologia di corrispondenza di testo e immagini per trovare più contenuti su suicidio e autolesionismo. In questo modo “è aumentata del 40% la quantità di contenuti” su cui ha preso provvedimenti e “del 12% la percentuale di rilevamento proattivo”. Infine, riguardo il bullismo in sei mesi la piattaforma è intervenuta su 1,5 milioni di contenuti.

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