Rai, le notizie sulle nomine creano agitazione. UsigRai, cpo Fnsi e Giulia: donne pagano lottizzazione

Le notizie sulle nomine che dovrebbero essere affrontate venerdì dal cda Rai creano già agitazione. Pubblichiamo i comunicati hanno espresso la loro contrarietà UsigRai e le commissioni pari opportunità della Fnsi e dell’Usigrai e l’associazione GiULia Giornaliste.

“La fase 2 della Rai non è ancora partita. Eppure subito si rimette in moto la macchina delle nomine. Qual è il criterio? Per di più senza un piano adeguato a fronteggiare le ricadute dell’emergenza che ancora stiamo vivendo? Al solito, il totonomine mette nel frullatore nomi su nomi. Con accanto le casacche, di partito o anche solo correnti”, è il commento del sindacato dei giornalisti.

“Lo diciamo con chiarezza: il nodo non è nei nomi, tutte professionalità di primo livello. Il nodo è che in una azienda sana, che guarda al futuro anche più prossimo, i cambi e le nomine si fanno secondo esigenze editoriali, e non con logiche di equilibrismi tra partiti, da decenni inquinanti per l’informazione di Servizio Pubblico”.

“Quindi diciamo all’ad e al CdA che ogni cambio di direzione deve essere spiegato e motivato da esigenze editoriali e organizzative.  Al momento le uniche spiegazioni che leggiamo sono legate a ordini di partito. Nessuna motivazione legata ai risultati, nessuna legata al rispetto del Contratto di Servizio, nessuna ai valori del Servizio Pubblico. E, a proposito di valori, ancora una volta sembra che a pagare saranno le donne. Altro che Fase 2, torniamo alla Fase 0!”

Giuseppina Paterniti e Silvia Calandrelli

Proprio dalle conseguenze per le donne in questa nuova tornata di nomine hanno preso spunto le commissioni pari opportunità della Fnsi e dell’Usigrai e l’associazione GiULia Giornaliste. “Ancora una volta sono le donne a essere sacrificate sull’altare della lottizzazione politica. E’ ora di dire basta. Non accettiamo che, in piena fase di emergenza Covid, oltretutto, la preoccupazione dei partiti sia quella di spartirsi posti nella tolda di comando del servizio pubblico, dove già la rappresentanza di genere è vergognosamente ridotta al lumicino”.

“Apprendiamo con indignazione che il Cda della Rai si appresta in queste ore a cambiare alcuni direttori di rete e di testata e respingiamo con fermezza l’idea che a farne le spese siano le uniche due donne ai vertici di una rete, Rai 3, Silvia Calandrelli, e di un Tg, il Tg3, Giuseppina Paterniti, tg premiato dagli ascolti e apprezzato per equilibrio e qualità”.

“Si vuole una Rai monocolore dal punto di vista del genere? L’amministratore delegato si vuole assumere la responsabilità di violare lo spirito del Contratto di servizio e la Policy di genere adottata dalla Rai? Le commissioni pari opportunità della Fnsi e dell’Usigrai e l’associazione GiULia Giornaliste, nel respingere in modo netto queste manovre, sono al fianco delle due professioniste. Pronte ad agire in ogni sede se fosse attuato un tale disegno discriminatorio”.

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