TOP 100 informazione online. A marzo crescite record per quasi tutti i quotidiani

Dal 9 marzo, quando viene esteso a tutta l’Italia il blocco dichiarato il 23 febbraio in alcuni centri della Lombardia e del Veneto, la battaglia per contrastare il coronavirus entra nella sua fase cruciale, modificando profondamente la vita delle persone e anche le loro abitudini su Internet. Lo dimostrano i dati di Audiweb sull’audience online di marzo, diffusi l’11 maggio, su cui si basa la nostra top 100 dei siti di informazione e dei brand editoriali. Se a causa del lockdown quasi tutti i giornali hanno visto calare le proprie vendite in edicola, come testimoniano i dati di Ads (anch’essi diffusi in questi giorni), su Internet la situazione si ribalta: quasi tutti i giornali online vedono crescere a doppia cifra il traffico nel giorno medio, in qualche caso addirittura a tre cifre.

Le prime quattro posizioni della classifica restano comunque invariate rispetto a febbraio. In testa c’è la Repubblica con 7 milioni 122mila utenti unici nel giorno medio (+57%), seguito dal Corriere della Sera (+58%). A questo risultato contribuisce l’apporto di QuiMamme Network, i magazine online sulla maternità e la famiglia (QuiMamme, Io e il mio bambino, In dolce attesa, Insieme in famiglia) del Gruppo Sfera, che fa capo a Rcs MediaGroup; in precedenza QuiMamme era un brand autonomo; in marzo è confluito nel Corriere della Sera, come sub-brand. Al terzo e al quarto posto si confermano TgCom24 (4 milioni di utenti unici complessivi) e Il Messaggero (3 milioni 842mila).

Le novità iniziano dal quinto posto, conquistato da LaStampa.it, che raddoppia la sua audience (+94%) e guadagna ben quattro posizioni. Il Fatto Quotidiano ne guadagna una e sale al sesto posto. Settima è l’Ansa, che passa da 1 milione e mezzo a 2 milioni 700mila utenti unici e sale tre gradini. Dopo Fanpage, che si conferma all’ottavo posto, guadagna tre posizioni anche GialloZafferano, avvantaggiato dal lockdown come molti altri siti di cucina.
Il Sole 24 Ore entra nella top ten, al decimo posto, realizzando uno degli exploit più significativi tra i quotidiani: passa infatti da 950mila a oltre 2 milioni 300mila utenti unici (+145%).

Escono dalla top ten Upday e La Gazzetta dello Sport. L’app di notizie del gruppo Springer per gli smartphone Samsung vede calare la propria audience del 2,9% e perde cinque posizioni, dopo diversi mesi di forte crescita. In calo (del 4%) anche il quotidiano sportivo del gruppo Rcs che scende dal sesto al dodicesimo posto, ma il suo è un caso particolare. In marzo, infatti, la Gazzetta “ha messo a segno il suo record di utenti unici mensili: 16.530 milioni (fonte Audiweb) in crescita del 52% vs marzo 2019”, come evidenzia un comunicato dell’editore, che racconta come questo risultato sia stato raggiunto malgrado il blocco delle competizioni sportive, “modificando il consueto mix informativo, potenziando o aprendo a nuovi temi”, per esempio “suggerendo le migliori pratiche per allenarsi e restare in forma, attraverso articoli e una produzione video dedicata”. Una strategia che evidentemente ha funzionato, attirando sul sito del quotidiano molti nuovi utenti. A differenza dei dati nel giorno medio, che riflettono in un certo senso il comportamento dei lettori più fedeli (quelli che frequentano il sito tutti i giorni), i dati mensili evidenziano anche gli utenti saltuari, che arrivano magari dai motori di ricerca o dai social media.

Nel complesso, in marzo sui cento brand della nostra classifica 81 sono in crescita e solo 19 in calo; tra questi ultimi ci sono i siti sui viaggi e sui motori, settori molto penalizzati dall’emergenza. Il record di crescita spetta a WeSchool, la piattaforma per l’insegnamento a distanza creata da Marco De Rossi in collaborazione con Tim e Google, con la percentuale monstre del +787%. Crescita a tre cifre anche per alcuni giornali nativi digitali, come Globalist (+189%), Blitzquotidiano.it (+178%) e QuiNews.net (+146%), e per il quotidiano economico Milano Finanza (+159%), oltre al già citato Sole 24 Ore (+145%). Exploit analoghi hanno fatto anche alcuni giornali locali, come Il Quotidiano del Sud (+152%) e LaSiciliaweb.it, il portale d’informazione dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo (+103%). Raddoppiano o quasi anche Dagospia, La Gazzetta del Mezzogiorno, TPI, Il Giornale, l’Agi, LaStampa.it, RaiNews e l’HuffPost.

A fronte degli incrementi a due o tre cifre di quasi tutti i brand di informazione nel giorno medio, il dato mensile diffuso da Audiweb indica per la categoria Current events & Global news un modesto +6,7% rispetto a febbraio. Come si spiega questa apparente contraddizione? Già in febbraio gli utenti unici mensili di questa categoria rappresentavano l’88% del totale della popolazione mensile connessa (43,3 milioni); in marzo sono saliti al 91% su 47,7 milioni. Solo li motori di ricerca raggiungono una percentuale più elevata, il 95,7%. In altre parole, spinti dalla fame di notizie sull’emergenza coronavirus, quasi tutti gli italiani sono andati almeno una volta a informarsi sui giornali online; il dato mensile ha raggiunto praticamente il suo massimo e più di tanto non può aumentare. È cresciuto moltissimo, invece, il numero di persone che si informano online più volte durante il mese, anzi spesso anche più volte al giorno. E quindi il dato nel giorno medio ha raggiunto le percentuali di crescita a due o tre cifre che abbiamo visto.

Nella tabella sono evidenziati in grigio i brand che si avvalgono delle TAL (Traffic Assignment Letter), gli accordi di trasferimento di traffico siglati tra editori. Questi accordi, che in passato erano molto diffusi, oggi sono adottati solo da 13 brand sui cento della nostra classifica. E solo in pochi casi il loro peso sull’audience del brand è consistente. Le TAL rappresentano il 36% del traffico complessivo della Gazzetta dello Sport, grazie agli accordi con una trentina di siti sportivi; il 23% di Virgilio; il 17% di QuiNews.net; 16% di TgCom24; il 14% del Messaggero; l’11% di Milano Finanza; percentuali ancora più basse per Formulapassion.it, Lettera43, Donna Moderna; inferiori all’1%, quindi trascurabili, le quote del Post, di Wired.it e del Corriere della Sera.

Oltre alle TAL ci sono anche le aggregazioni di siti dello stesso editore. Al Corriere della Sera, per esempio, si somma il traffico dei magazine allegati al quotidiano (come IoDonna e Style Magazine), di Oggi e di Amica. Repubblica aggrega il traffico dell’Espresso; LaStampa quello del Secolo XIX. Lo stesso vale per TgCom24 (che aggrega Meteo.it, e SportMediaset), Quotidiani GNN (i giornali locali del gruppo Gedi) e altri brand. Come le TAL, anche queste aggregazioni sono indicate nelle note al piede della tabella.

Per segnalazioni: cazzola@primaonline.it

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