Farina cede il free paper Metro. I giornalisti studiano una controfferta da parte di una cooperativa

L’editore di Metro, Mario Farina, ha comunicato al Cdr la cessione al 100% del free paper, operazione che sarà completata lunedì quando il giornale passerà al nuovo editore, la società AlterAdvert di Roma, e Farina (contattato da Prima Comunicazione, ha il cellulare spento) si dimetterà da amministratore unico.
“Abbiamo cercato di capire in che mani stiamo per finire, scoprendo che si tratta di una piccola società controllata all’80% da un unico socio e che come attività prevalente indica concessionaria di pubblicità”, spiega Sergio Rizza del Cdr, caposervizio e a Metro dalla nascita del quotidiano, primo free paper in Italia, nel 2000. “Abbiamo chiesto informazioni all’editore, ci ha risposto: dovete essere positivi, non avere pregiudizi. Invece noi siamo molto preoccupati per l’estrema indeterminatezza sul futuro di una testata storica. Un giornale che amiamo, lo dico senza retorica, dove abbiamo sempre lavorato in libertà e che ha scritto una pagina importante nella storia dell’informazione italiana”.

Mario Farina

In passato Farina – dal 2009 editore di Metro, dove attualmente lavorano 14 giornalisti compreso il direttore, Stefano Pacifici – aveva già lasciato trapelare l’intenzione di vendere, ma in redazione non si aspettavano che la cosa avvenisse proprio in questo momento. “Siamo reduci da una trattativa molto serrata che si è conclusa con l’accordo dal 30 marzo a fine maggio per la Cassa Covid al 75%, più un 25% di compenso per ferie maturate sulle quali c’è ancora aperto un contenzioso”, continua Rizza. Metro ha sospeso le pubblicazioni il 12 marzo; la redazione, in solidarietà al 50% fino a fine settembre (ora sospesa per la Cassa Covid), ha chiesto di poter continuare a lavorare sul sito, ma l’editore ha detto di no “per mancanza di ricavi”: “Una decisione grave, che già suonava come un campanello d’allarme”.
Oggi il Cdr ha comunicato all’editore che, in base all’articolo 5 della legge 416 sull’editoria, chiede la sospensione della vendita in vista di una possibile offerta da parte di una cooperativa di giornalisti. Intanto su Facebook è stata aperta la pagina #Metronondevemorire.

Di seguito il comunicato dell’assemblea dei giornalisti.

“Care lettrici e cari lettori,  nell’estate del 2000, esattamente vent’anni fa, iniziò l’avventura di
Metro, il primo quotidiano gratuito in Italia: un’impresa pionieristica, all’insegna del giornalismo di qualità offerto con una formula interamente nuova, rivoluzionaria. Ora però, questa piccola grande creazione giornalistico-editoriale è chiamata ad affrontare un
passo oscuro e doloroso, avvolto nella più drammatica incertezza”.  Inizia così la nota dell’assemblea dei giornalisti di Metro. L’editore Mario Farina, spiegano i giornalisti, “ha sospeso le  pubblicazioni del giornale durante il periodo dell’epidemia Covid-19 e ritenuto che i giornalisti non dovessero lavorare nemmeno sul sito, per ‘mancanza di ricavi’, privando così la pubblica opinione, nel  mezzo di un’emergenza pandemica senza precedenti, della voce di una testata ormai storica e affermata a livello nazionale, malgrado il
governo abbia più volte riconosciuto l’importanza dell’informazione tanto più in questo frangente. A nulla sono valse le richieste di lavorare in smart working così come previsto da diversi decreti
ministeriali”.

“Dopo una lunga ed estenuante trattativa, la redazione, che da anni è già gravata dal ricorso agli ammortizzatori sociali, è stata invece messa in cassa integrazione. A poche ore dalla conclusione della
trattativa, è arrivata la comunicazione di aver ceduto ‘l’intera partecipazione sociale’ ad un altro proprietario di cui nulla si sa se non che non ha nulla a che fare con il mondo editoriale dei
quotidiani”.

Di questa nuova proprietà, secondo i giornalisti di Metro, “non è nota l’esperienza, non le intenzioni e i progetti; nemmeno, e soprattutto, se abbia la stabilità e la forza necessarie a garantire la prosecuzione di una storia importante quale è quella di Metro. Torna inevitabilmente alla mente il precedente di DNews, un altro quotidiano gratuito sempre di proprietà dell’editore Mario Farina, che lo cedette ad un soggetto che si rivelò inadeguato destinandolo ad una veloce chiusura”.

“Mario Farina diventò editore di Metro nel 2009: da allora, nonostante tagli sempre più pesanti all’organico e alle risorse, i giornalisti della redazione si sono sempre sforzati di garantire un prodotto
originale e di valore. Ora, pur gravemente preoccupati del futuro, continuano a non arrendersi. E a esplorare soluzioni che possano dare le garanzie che questo giornale si merita” conclude la nota con
l’hashtag #Metronondevemorire

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