Repubblica, oggi assemblea con il Cdr che si presenta dimissionario dopo il no del direttore a pubblicare un comunicato

Oggi alle 15 i giornalisti di Repubblica si riuniranno in assemblea per discutere come il giornale ha trattato il caso del prestito di 6,3 miliardi di euro richiesti con garanzia statale da Fca, il gruppo controllato da Exor, nuovo azionista di maggioranza dell’editrice Gedi.

Alla riunione il Comitato di redazione metterà sul tavolo le proprie dimissioni in polemica con il direttore Maurizio Molinari che ha negato la pubblicazione di un comunicato sindacale, perché convinto che non rientrasse in ciò che prevede l’articolo 34 del contratto e che non rispettasse la professionalità di giornalisti e l’indipendenza della testata.

Uno tra i primi a sollevare il caso è stato il 15 maggio Gad Lerner – che ieri ha annunciato di lasciare Repubblica – con un tweet nel quale, riprendendo una notizia data solo da Mf/Milano Finanza, scriveva: “Mi sa che in altri tempi sarebbe stata questa la notizia del giorno da raccontare, sia pure trattata con la dovuta cautela, sui grandi giornali: il sostegno pubblico deve andare a tutte le imprese, comprese le multinazionali con sede all’estero?”.

 

La multinazionale in questione è la Fca (società con sede legale in Olanda e fiscale in Gran Bretagna dove paga il 20% invece che il 24%), che ha richiesto un prestito di 6,3 milardi di euro a garanzia statale.

Come ci si poteva aspettare, la questione è subito divampata all’interno della redazione di Repubblica, quotidiano della Gedi, editrice passata dal 23 aprile sotto il controllo della Exor, azionista di maggioranza di Fca. Ed è esplosa ieri quando il direttore Maurizio Molinari ha detto no alla pubblicazione di un comunicato sindacale che prendeva posizione sul modo con cui Repubblica ieri ha coperto nelle pagine dell’economia la vicenda del prestito.

In particolare, oltre a un articolo di Paolo Griseri, sotto tiro è finita l’analisi, ‘Una formula innovativa che aiuterà migliaia di imprese’, in cui il capo della redazione economica Francesco Manacorda, dopo aver evidenziato – trovando anche sponda in aree del sindacato metalmeccanici – che al “centro dell’operazione non c’è solo e tanto Fca in quanto tale, ma il suo ruolo di guida di una filiera in un settore portante della nostra economia”, spiega anche le ragioni della scelta di spostare la sede della holding fuori dall’Italia. Un articolo giudicato un po’ troppo squilibrata a favore della nuova proprietà di Repubblica.

Da qui il braccio di ferro tra Cdr e Molinari.

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