Atleti e Covid-19 – Federica Pellegrini: io come la Ferrari? Magari, alzo sempre l’asticella ma mi manca il pubblico

Federica Pellegrini, primatista mondiale in carica dei 200 ed europea dei 4900 stile libero, la più grande nuotatrice italiana di sempre. Ha appena siglato un contratto con Michelin di cui sarà testimonial per le campagna di comunicazione 2020 e 2021.

La sponsorizzazione Michelin è biennale: nuoterò anche dopo l’Olimpiade di Tokyo dell’anno prossimo?

“Sono contenta di essere con questo sponsor importante che Michelin, lo considero un riconoscimento di tanti anni di carriera, l’aver alzato continuamente l’asticella sempre più in alto proprio come Michelin. L’accordo è biennale, andrò avanti con questo sponsor ma non è detto che sarà ancora nuotare”.

Parlando del Made in Italy, visto questo accordo con la casa di gomme anche di Formula 1 ti senti un po’ la Ferrari del nuoto, come simbolo di successo e longevità?

“E’ un paragone che mi fa un po’ paura masi cui sono anche molto onorata, spero di andare forte come la Ferrari per tantissimi anni. Speriamo che queste gomme reggano…”.

Lei ha visto da vicino una gara di Moto GP, fra moto, auto di Formula 1 o di Le Mans quale vorrebbe provare?

“Se devo essere prima prima persona a provarlo non avendo la patente per la moto mi piacerebbe provare una Formula 1, di sicuro ho visto che in comune fra nuoto e la velocità coi motori c’è anche la concentrazione pre-gara”.

Qual è il problema fondamentale del lockdown per voi nuotatori?

“Per ora abbiamo solo la data di una gara, la più importante, l’Olimpiade dell’anno prossimo. Stiamo aspettando le date intermedie per poter fare cicli di lavoro in funzione dei test gare. Da qui a Tokyo manca un anno e mezzo, è lungo passarlo solo di allenamenti. Speriamo di organizzare delle gare, sempre sotto la massima sicurezza per la salute, un po’ prima dell’Olimpiade perché per noi è importante gareggiare”.

C’è l’ipotesi ottobre in Australia, c’è l’ipotesi di gare in Italia ad agosto.

“C’è la via della ISL, noi dell’Aqua Centurion, la nuova frontiera del nuoto, il nuoto a squadre, ma per ora siamo fermi, non abbiamo notizie certe. Così come l’ipotesi gare in Italia ad agosto. Non c’è niente di certo”.

Come ha giudicato la decisione del Cio del lockdown?

“Penso che il Cio abbia preso la decisione più giusta nel rinviare le Olimpiadi. Quel che è successo nel mondo è stata una cosa drammatica per quanto davvero straordinaria. La decisione è stata giustissima, anche se assolutamente straordinaria: è la prima volta in assoluto che mi fermo per tanto tempo, addirittura per sei settimane. E per quanto traumatico possa essere stato lo stop è servito anche per capire a che punto era arrivata la mia preparazione e cosa poter cambiare: avevamo fatto dei test race in allenamento e sono risultati molto buoni, ero pronta per gli Assoluti”.

Che cambiamenti ha creato in lei questa situazione?

“Da donna 32enne quest’estate avrei avuto avuto una evoluzione dal punto di vista personale, ma posticipare di un anno non è un peso. Dal punto di vista dei viaggi avevo già perso biglietti albergo per i miei genitori o si andranno a fare una vacanza a Tokyo quest’estate o dovrò cancellare tutto”.

E’ ottimista o pessimista sul futuro?

“In termini di longevità la faccio da padrona: avrei preferito gareggiare quest’anno, ma va bene così e aspetteremo un altro anno. Sono una persona ottimista in generale e quindi spero che andrà tutto bene e ce la metterà tutta me stessa per arrivare al meglio a questo grandissimo obiettivo di Tokyo, e la mia quinta Olimpiade”.

C’è stato qualcosa di positivo in questa lunga quarantena?

“All’inizio c’è stata questa bella reazione che ci ha fatto sentire più uniti, come nazione, poi da metà c’è stata la polemica politica. Ma ho comunque amato tantissimo l’asta che h promosso per Bergamo: ho notato una gara di solidarietà da pare della gente, anche quella che aveva di meno ha voluto dare qualcosa di proprio per aiutare”.

Michael Phelps suggerisce che questa forzata pausa è durissima ancor prima che fisicamente, sotto il profilo psicologico.

“Il fatto che non si sa quando esattamente si tornerà a gareggiare è durissima per noi atleti che abbiamo sempre dei riscontri, delle gare-test e poi delle gare, ma non deve essere presa come un lamento. Psicologicamente è difficile da accettare allenarsi tanti mesi senza un obiettivo a breve termine. Comunque, era fondamentale tornare in acqua: sarebbe stato peggio non allenarsi per cinque mesi e poi tornare subito a gareggiare.

Com’è stato tornare a nuotare dopo tanto tempo? Lei è stata forse la prima del nuoto italiano.

“Ripartire è stata una sensazione molto strana, star lontana dal mio elemento: c’è stata molta felicità nel ritrovarmi nel mio elemento, e ritrovare la sensibilità che manca anche a livello di forza, che devi recuperare. La gente non l’immagina ma esiste un rapporto particolare di noi nuotatori con l’acqua, c’è un fattore sensibilità”.

Che cosa le manca di più del nuoto in sé a parte la gara?

“Il pre-gara, il pubblico che fa salire l’adrenalina, perché poi, una volta in acqua non sentiamo più niente. Ma gareggiare allo stadio del nuoto di Roma, per esempio, fa venire i brividi, dà davvero la carica”.

Cosa spinge un grandissimo atleta come Gregorio Paltrinieri a cambiare allenatore anche quando le cose vanno bene?

“Per mia esperienza personalità ne ho cambiato tanti di allenatori, purtroppo da quando Alberto (Castagnetti) è mancato all’apice della carriera, ho sempre cercato di ritrovare le stesse sensazioni, le stesse metodologia, la stessa serenità negli allenamenti. L’unico cambio che mi viene in mente dopo aver vinto è stato quello del 2011, per tornare a casa, credo che dietro un cambiamento ci sia sempre una scelta votata al serenità”.

Da parte del governo si poteva fare di più per lo sport?

“Io penso che il governo abbia fatto tutto quello che ha potuto, in quel momento e con le informazioni che aveva, è per noi atleti stare Femi per quanto mi riguarda due mesi ci ha fatto storcere il naso e di più per lo sport di squadra, ma eravamo in mezzo a una pandemia mondiale. Purtroppo il supporto del pubblico mancherà per un po’ e fonti ufficiose dicono che noi torneremo a nuotare non prima dell’anno prossimo”.

Lei è stata critica verso il calcio che oscura gli altri sport anche nel lockdown.

“Non ho criticato il calcio. Che è sicuramente lo sport più importante in Italia. Penso che per i tifosi di calcio sia fondamentale che il campionato di calcio riprenda, ma lo stesso vale per i tifosi della pallavolo e degli altri sport. E sto vedendo che stanno facendo fatica un po’ tutti gli sport di squadra. Non ho niente contro il calcio, ma non vorrei però che gli altri sport venissero denigrati. Queste mie dichiarazioni sono stati un po’ una vittoria: ci hanno ascoltati. Ma, ripeto, non era una cosa a discapito del calcio”

Che cosa ha perso materialmente col lockdown?

Da donna 32enne quest’estate avrei avuto avuto una evoluzione dal punto di vista personale, ma posticipare di un anno, non è un peso. Dal punto di vista concerti avevo già perso biglietti albergo per i miei genitori o si andranno a fare una vacanza a Tokyo quest’estate o dovrò cancellare tutto”.

Che cosa amerebbe scoprire di se all’Olimpiade di Tokyo?

“Che non riesco a smettere di nuotare, ma mi dispiacerebbe perché vorrei fare altro, magari, io sono una persona molto introspettiva, mi conosco molto molto bene… Cosa posso capire a Tokyo, della sfera sportiva della mia vita che ho vissuto e rivissuto alle Olimpiadi e in tantissime gare in questi anni di carriera? Penso di conoscermi molto bene dal punto di vista atletico. Forse personalmente c’è sempre qualcosa da scoprire”.

Fra sviluppare lo sport del nuoto fra la gente a livello diffuso non solo agonistico e portare una donna alla presidenze di una Federazione sportiva se non al Coni cosa sceglierebbe domani?

“La terza opzione: la quinta Olimpiade al meglio a Tokyo. Per ora penso solo a quello, con tutta me stessa, per ora nella mia testa c’è solo quello. Un anno cambia nel senso che le 17enni-18 enni di oggi, allora saranno più esperte. Ma io ci metterò tutta me stessa per arrivare a Tokyo il più pronta possibile”.

Tornando alle gomme Michelin, che ruota di scorta si potrà ai Giochi?

“Ho sempre due gambe e due braccia, come ruota di scorta porterò la mia testa, e quindi determinazione e costanza, che poi fanno la differenza, dopo il tanto allenamento e alla ricerca del proprio limite, sempre, tutti i giorni che entri in acqua, non solo in gara”.

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