Ue-Fb, il commissario Breton a Zuckerberg: senza cooperazione pronti a regole. Big tech dovranno adattarsi

Normative, tasse e contenuti. Sono stati questi alcuni dei temi che, nel corso di una videoconferenzam hanno affrontato il commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton, e il ceo di Facebook, Mark Zuckerberg.

Regole – “Meno regole metterò e meglio sarà ma, alla fine, se non troveremo soluzioni comuni regoleremo”, è stato il punto di partenza di Breton, intervenendo sulle future norme europee per le Big Tech. Durante la pandemia “abbiamo imparato a lavorare insieme nel rispetto di chi siamo e questo mi rende più positivo”, ha aggiunto, ribadendo che “se le piattaforme vogliono ancora svolgere un ruolo importante in futuro, devono imparare a discutere con noi”. Non è l’Ue a “dover adattare il proprio comportamento, ma sono le piattaforme”, ha chiosato.

Secondo Zuckerberg per le Big Tech serve un “chiaro quadro normativo che provenga dai paesi democratici occidentali e possa diventare uno standard in tutto il mondo”. “L’accordo sul digitale è inevitabile. La domanda non è se ci saranno regolamentazioni ma quale quadro si imporrà nel mondo”, ha detto ancora i ceo del social.

Mark Zuckerberg e Thierry Breton (foto Ansa)

Tasse e Valori – “Anch’io ero un ceo e dicevo al mio team di non essere troppo astuti sulle tasse. Paga le tasse, non andare nei paradisi fiscali. Questo è qualcosa che bisognerà imparare nei giorni a venire”. “In Ue abbiamo dei valori chiari e, se si è proprietari di piattaforme, è importante capirli per anticiparli” ed evitare “che si possano creare malumori”, ha sottolineato Breton, rinnovando l’appello a Facebook a “lavorare insieme per costruire la governance anno dopo anno”. Riferendosi ancora ai valori europei come la democrazia e la lotta alla disinformazione, Breton ha ricordato: “Solo perché qualcosa non è proibito, non significa che sia autorizzato”.

Contenuti, fake news e odio online – “In quanto società privata, non dovremmo prendere da soli così tante decisioni importanti su quali contenuti sono consentiti”, serve “assistenza” da parte dei governi ha detto  Zuckerberg. “Siamo sempre più proattivi sui contenuti, l’intelligenza artificiale è migliorata e possiamo permetterci di contrastare discorsi di odio, fake news, terrorismo, violenza” online, ha spiegato Zuckerberg, sottolineando che “nell’ultimo anno” Facebook ha “aggiornato tutti i suoi sistemi” per concentrarsi proprio sulla moderazione dei contenuti. “Quando parliamo di sfide come questa – ha aggiunto il ceo – è utile collaborare in modo proattivo per costruire fiducia”.

 

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