TOP MEDIA ITALIANI PIÙ ATTIVI SUI SOCIAL. In aprile vince la voglia di distrarsi: sport e entertainment battono informazione

Dopo l’abbuffata di news nella prima fase dell’emergenza coronavirus, in aprile l’entertainment riprende il sopravvento nelle discussioni sui social, assieme allo sport, che in realtà non ha mai smesso di suscitare interesse, malgrado il blocco delle competizioni. La classifica dei media italiani per numero di interazioni (like, commenti, condivisioni) su Facebook, Instagram Twitter e YouTube, stilata da Sensemakers per Primaonline sulla base dei dati di Shareablee, vede sempre al primo posto Sky Sport con 24,8 milioni di interazioni, 7 milioni in meno di marzo, mese record per la rete diretta da Federico Ferri, che comunque è presente in classifica anche con il canale sulla Formula 1 (all’undicesimo posto con 2,5 milioni di interazioni) e con quello sull’NBA (14esimo, 2,2 milioni).

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Al secondo e al terzo posto due prodotti di intrattenimento, Netflix e Feeda, rimpiazzano due testate giornalistiche, Fanpage e il Corriere della Sera. Il servizio di distribuzione su Internet di film e serie televisive fondato da Red Hastings guadagna ben quattro posizioni, passando da 8,5 a 13,1 milioni di interazioni. Netflix fa l’en plein nella classifica dei post più performanti (vedi la seconda tabella): sono suoi i dieci contenuti (testi, foto, gallerie fotografiche, video) che hanno suscitato il maggior numero di interazioni. In cima alla lista due annunci: la quarta parte di ‘La casa di carta’, la fortunata fanta fiction spagnola ideata da Álex Pina, e la nuova serie di ‘Skam Italia’, creata da Ludovico Bessegato, che racconta le vicende di un gruppo di liceali romani. Due occasioni per distrarsi dall’emergenza che attanaglia le nostre giornate.

Freeda, il social magazine femminile fondato da Gianluigi Casole e Andrea Scotti Calderini e diretto da Daria Bernardoni (chief content officer), perde un milione e mezzo di interazioni, ma guadagna comunque un posto. Fanpage ne perde 4 milioni e scende al quarto posto. Anche il Corriere della Sera vede calare la sua presenza sui social: in marzo il quotidiano diretto da Luciano Fontana era balzato dall’ottavo al secondo posto, ora scende al quinto, a poca distanza da Fanpage (9 milioni contro 9 milioni 100mila).

Suscita meno buzz anche Repubblica, in aprile ancora diretta da Carlo Verdelli: da 11,9 milioni di interazioni scende a 8,7 milioni e dal quinto sesto posto.

Settimo è il noto sito di cucina GialloZafferano, uno dei prodotti di maggior successo del gruppo Mondadori, che supera Lercio, il giornale satirico fondato otto anni fa dal cagliaritano Michele Incollu, i cui articoli sono sempre tra i più condivisi sui social.

Nono è Cookist, il magazine online sul food lanciato nell’agosto 2019 da Ciaopeople (l’editore di Fanpage) e diretto da Francesca Fiore, che ha dedicato un’intera sezione al racconto dell’emergenza, all’insegna dell’hashtah #iorestoincucina, che fa il verso all’istituzionale #iorestoacasa. In aprile i suoi video hanno totalizzato la cifra record di 148,4 milioni di video view. Solo Benedetta Rossi ha fatto meglio, 157,7 milioni, ma la cuoca marchigiana fa parte di una diversa classifica, quella dei video creator.

Al decimo posto c’è un’altra testata di informazione, TgCom24, il giornale online di Mediaset, anch’esso in calo come gli altri siti di news: ha perso 2 milioni di interazioni rispetto al mese precedente.

Ne perde un milione SkTg24, il canale all news di Sky, che conserva comunque la 13esima posizione, dopo il portale studentesco ScuolaZoo e Sky Sport F1.

Chiude la top 15 GreenMe, il magazine online sul benessere, l’ambiente e l’alimentazione naturale diretto da Simona Falasca, che ha dispensato molti consigli su come mantenersi sani durante l’emergenza.

Nella classifica dei video, dopo Cookist c’è il diretto concorrente GialloZafferano, con 62,4 milioni di visualizzazioni; terzo il Corriere della Sera (39,8 milioni) seguito da Repubblica (34,1 milioni).

Precisiamo che il dato sulle interazioni è la somma dei like, commenti e condivisioni realizzati dai singoli contenuti non in tutto il mese ma solo nei sette giorni successivi la loro data di pubblicazione sui quattro social considerati. Questo per evitare di penalizzare i post pubblicati negli ultimi giorni del mese e favorire invece quelli pubblicati nei primi giorni. Il dato sulle visualizzazioni dei contenuti video riguarda invece l’intero mese.

 

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