Vice Media taglia 155 posti. La ceo Dubuc attacca le big tech: “una minaccia per il giornalismo”

La pandemia ha colpito duramente le redazioni, andando ad aggravare una situazione già parecchio complicata.  Diverse editrici americane negli ultimi tempi hanno annunciato tagli ai loro staff proprio a causa di questa circostanza. Ultimo in ordine di tempo, segnala la Cnbc, Vice Media che, come annunciato dalla ceo Nancy Dubuc, si prepara a licenziare nelle prossime settimane 155 impiegati, di cui 55 proprio negli Stati Uniti.

Ma nello spiegare i motivi della decisione, la manager, alla guida della media company dal marzo 2018, non ha chiamato in causa solo il Covid-19, ma anche e soprattutto le big Tech, definite una “grande minaccia per il giornalismo”.

Nancy Dubuc

Dubuc lamenta soprattutto come motori di ricerca e social media, Google e Facebook in testa, facciano sempre la parte del leone nell’advertising digitale. “Abbiamo fatto crescere la nostra attività digitale più velocemente di chiunque altro”, scrive. “Ma non stiamo vedendo un ritorno dalle piattaforme che beneficiano e fanno soldi grazie al nostro duro lavoro”, aggiunge, accusandole di prendersi, non più solo una fetta dei guadagni, ma quasi l’intera torta. “Oltre 36.000 posti di lavoro persi nel giornalismo sono sufficienti per toglierti il ​​respiro”, rimarca.

Dubuc non è certo la prima a lamentarsi così direttamente dei giganti della Silicon Valley. Altri editori, in particolare News Corp, hanno incolpato pubblicamente Google e Facebook di aver azzoppato l’editoria pubblicando i contenuti delle testate, ma senza condividere le entrate pubblicitarie.

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