Tim: il Covid pesa sul primo trimestre. Ricavi in calo, ma l’utile sale a 591 mln

L’effetto Covid pesa su Tim e i risultati finanziari “risentono degli effetti della chiusura dei negozi e del ridotto traffico roaming da e verso l’estero” con ricavi a 4 miliardi (-8,4% con ricavi da servizi pari a 3,7 miliardi di euro in calo del 6,6%) e un’ebitda organico a 1,8 miliardi di euro (-7,5%), in linea con le attese degli analisti. Ma una delle operazioni straordinarie firmate dall’ad Luigi Gubiutosi consente di archiviare un risultato netto record di 591 milioni di euro (+216%) grazie alla plusvalenza netta contabilizzata a seguito della fusione di Inwit con Vodafone pari 441 milioni di euro e l’indebitamento finanziario netto in riduzione di 923 milioni di euro nel trimestre e di 1,8 miliardi di euro anno su anno a 21,7 miliardi di euro.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

Tra gli altri campi d’azone, dopo aver ceduto sul mercato una quota del 4,3% di Inwit, Tim ora tratta in esclusiva con un consorzio guidato da Ardian Infrastructure e con la partecipazione di CansonCapital Partners per cedere una quota di minoranza nella holding che ha in pancia il 33,2% della società delle torri (un 16,5% indiretto che ai valori di mercato corrisponderebbe a 1,56 miliardi di euro). Continuano inoltre le trattative in Brasile per l’acquisizione del business mobile di OI insieme a Telefonica e in Italia con KKR per la cessione di una quota di minoranza della rete secondaria, dal cabinet agli edifici.

“Tim ha dimostrato di essere centrale nell’assicurare all’Italia un’infrastruttura di telecomunicazioni robusta ed efficiente e in quest’ottica il Consiglio – si legge in una nota al termine del cda – auspica che il Governo assuma un’iniziativa fra tutte le parti coinvolte per giungere a una rete di accesso unica che arrivi nelle case di tutti gli Italiani”.

Per quanto riguarda la fase post Covid: “Sono prevedibili impatti positivi nel medio-lungo termine, a seguito della forte accelerazione nell’adozione di servizi digitali e connettività che sembrano avviare il Paese a chiudere il gap nella penetrazione dell’ultra broad band fisso rispetto al resto d’Europa, nonché ad invertire il trend di sostituzione fisso-mobile” sottolinea il cda dopo aver esaminato i risultati del primo trimestre.

Intanto Elliott lima ancora la sua partecipazione aggregata in strumenti finanziari al 4,998%, dal 5,127% detenuto in precedenza.

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