Editoria, settimana prossima Martella presenterà un documento sull’attività della task force fake news

La settimana prossima il sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella presenterà un documento sulla prima fase di attività della task force sulle fake news istituita a Palazzo Chigi per combattere le false notizie in tempo di Coronavirus. Ad annunciarlo è stato il capo Dipartimento dell’Editoria, Ferruccio Sepe, intervenendo al primo appuntamento de Il mercoledí dell’Editoria, incontro settimanale sul settore organizzato dall’Uspi e visibile sul profilo Fb dell’associazione.

Il sottosegretario con delega all’Editoria Andrea Martella (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

“Il documento è già pronto – ha dichiarato Sepe – e sarà pubblicizzato la settimana prossima dal sottosegretario Martella”. Un’occasione, ha aggiunto il consigliere “per trovare conferma del fatto che questa task force, che va ricordato riguarda esclusivamente il web e non tocca i media tradizionali, ovvero giornali o tv, è stata voluta ed è nata al servizio del cittadino, quale strumento di costruzione della consapevolezza. Senza alcun intento sanzionatorio, dunque: non c’è alcuna volontà nascosta di creare un tribunale della libertà o attribuire patenti di verità”.

Ferruccio Sepe (foto tribunastampa.org)

 

Sepe ha quindi annunciato un’ulteriore iniziativa avviata dal Dipartimento, sempre in collaborazione con l’Agcom, “questa volta sulla dimensione quantitativa delle fake virali”. “Non voglio dire di più – ha aggiunto il consigliere – ma esistono anche rilevazioni eseguite dalla Commissione europea, che ha una piattaforma sulla disinformazione che si chiama Ras, Sistema di allerta rapido (istituita lo scorso anno in vista delle elezioni europee e che permette di potenziare lo scambio tra gli Stati membri di dati sulle campagne di disinformazione, ndr), che ha messo in evidenza il fatto che le fake news più rilevanti quantitativamente, non nascono come viralità individuali, ma sono sistematiche, perchè l’impegno di risorse e tecnico che richiede la loro diffusione non può essere sostenuto da un singolo”.

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