Tv locali. Ricorso Aeranti-Corallo al Tar del Lazio. Rossignoli: inaccettabile la dismissione delle frequenze senza conoscere gli indennizzi

La legge di bilancio 2018, come modificata dalla legge di bilancio 2019, ha previsto un articolato processo che, entro il 30 giugno 2022, dovrà conferire un nuovo assetto al sistema radiotelevisivo italiano sul digitale terrestre.  Si tratta del  passaggio alla tecnologia trasmissiva dvbt-2 che prevede, tra l’altro, lo spegnimento di tutte le frequenze (canali) utilizzati dalle tv locali, che potranno continuare a operare solo come fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) sulle nuove reti che verranno assegnate con nuovi specifici bandi.

Una materia molto tecnica ma di vitale importanza per il comparto radiotv. In base agli accordi internazionali, spiega una nota Aeranti-Corallo,  lo spegnimento dei canali da 50 a 53 Uhf (tra i quali vi sono i canali 51 e 53 Uhf attualmente assegnati alle tv locali) in alcune province deve avvenire anticipatamente rispetto agli altri spegnimenti. Al riguardo, il DM 19 giugno 2019, recante il calendario degli spegnimenti, e la determina 28 novembre 2019 della DGTCSI – ISCTI del Ministero dello Sviluppo Economico hanno stabilito che le operazioni di spegnimento anticipato dei canali televisivi da 50 a 53 Uhf nell’area denominata “Area ristretta A” (corrispondente alle province di Imperia, Savona, Genova, La Spezia, Roma, Latina, Viterbo, Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto, Oristano, Sassari) debbano essere effettuate nella finestra temporale tra il 4 maggio 2020 e il 30 maggio 2020.

La stessa normativa ha stabilito inoltre che, a fronte degli spegnimenti delle frequenze, debbano essere riconosciuti alle tv locali degli indennizzi risarcitori da determinarsi sulla base di un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, da adottarsi di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Nel corso del mese di aprile, il Ministero dello Sviluppo Economico ha confermato le operazioni di spegnimento delle frequenze nell’Area ristretta A senza avere però ancora emanato il decreto per il riconoscimento degli indennizzi alle tv locali.

In tale situazione, alcune tv locali associate Aeranti-Corallo hanno proposto ricorso al Tar Lazio, evidenziando che la pretesa del ministero di ottenere lo spegnimento anticipato degli impianti senza avere allo stesso tempo definito i criteri per il riconoscimento degli indennizzi, i relativi importi e le relative modalità di pagamento costituisca violazione delle norme di legge in materia (legge di bilancio 2018, come modificata dalla legge di bilancio 2019) e violazione del principio del buon andamento (comprensivo del principio di ragionevolezza e di non arbitrarietà dell’azione amministrativa) di cui all’articolo 97 della Costituzione.

Il Presidente della sezione Terza Ter del Tar Lazio ha accolto le domande cautelari monocratiche formulate dalle suddette tv locali associate Aeranti-Corallo, disponendo la sospensione dei provvedimenti impugnati nella parte in cui programmano per il giorno 30 maggio lo spegnimento delle frequenze oggetto dei diritti di uso dei canali 51 e 53 Uhf per le province della Liguria e del canale 51 Uhf per le province di Roma Latina e Viterbo.

Sulla problematica, l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo, ha dichiarato: “Da settimane abbiamo ripetutamente evidenziato che è inaccettabile che le tv locali siano costrette a dismettere le proprie frequenze di trasmissione senza conoscere gli indennizzi loro spettanti per legge a titolo di risarcimento per la revoca dei diritti d’uso anticipata di oltre 10 anni rispetto ai titoli abilitativi a suo tempo rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico. Auspichiamo ora, ha proseguito Rossignoli, che il Ministero emani al più presto il decreto, al quale la legge ha demandato la definizione di tali indennizzi.

Al riguardo, ha aggiunto Rossignoli, chiediamo che vengano confermati i criteri previsti per analoghe procedure dal DM 23 gennaio 2012, (relativo alla dismissione della banda televisiva 800 MHz) e dal DM 17 aprile 2015 (relativo alla dismissione di ulteriori canali tv), abbandonando ogni ipotesi (che era emersa nelle bozze preparatorie diffuse dalla stampa del decreto legge “Rilancio”) di criteri che facciano riferimento agli investimenti effettuati e ai relativi ammortamenti. Tali criteri, infatti, determinerebbero, a parere di Aeranti-Corallo, importi non congrui, in quanto azzererebbero i valori degli indennizzi, posto che la quasi totalità degli impianti della tv locali è stata, per evidenti ragioni di decorso del tempo, ammortizzata.

Rossignoli ha concluso auspicando che il Ministero dello Sviluppo Economico avvii con le associazioni nazionali maggiormente rappresentative del settore un confronto costruttivo su tale tematica che riveste fondamentale importanza per le tv locali, in quanto le stesse vengono private di un asset strategico per la propria attività di impresa.

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