Raddoppiamo il prezzo delle sigarette: la Fondazione Umberto Veronesi contro il fumo ‘giovane’

In occasione della giornata della lotta al tabacco, il ‘World No Tobacco Day’ del 31 maggio, la Fondazione Umberto Veronesi presenta una ricerca sul consumo delle sigarette nella fascia dei teenager. Realizzata da AstraRicerche su 654 ragazzi dai 15 ai 19 anni, l’analisi evidenzia che il 40 % degli intervistati fuma, almeno ogni tanto. Meno della metà ha però una reale percezione delle pressioni dell’industria del tabacco: non avvertono la promozione dei prodotti in eventi o luoghi di ritrovo, sui social, e solo il 40% la nota nei videogiochi, film, video musicali.

Umberto Veronesi

Umberto Veronesi, creatore della fondazione omonima per la ricerca scientifica (foto Olycom)

Si aggiunge a questo l’accesso accesso facile alla rete di vendita: due su tre trovano un tabaccaio entro i 300 metri dalla scuola, il 37% a meno di 100 metri. E il costo accessibile: se il prezzo di un pacchetto di sigarette raddoppiasse, il 57% dichiara che smetterebbe di fumare e il 40% cercherebbe di ridurre il numero di sigarette.

Per questa ragione, visto che in Italia le morti collegate al fumo sono oltre 70mila,e ragionando sull’importanza di instaurare in giovane età comportamenti ‘virtuosi’, la Fondazione Umberto Veronesi ribadisce la necessità urgente di alzare il prezzo delle sigarette e di tutti i prodotti del tabacco. D’altra parte, la pandemia ha evidenziato in questi mesi la necessità di proteggere la salute dei cittadini, e gli scienziati hanno verificato una correlazione fra il fumo e le forme severe di Covid-19.

Tere le richieste della Fondazione Umberto Veronesi: 1. che si apra tempestivamente un confronto sul piano scientifico, tecnico e politico per rimodulare le accise e aumentare il prezzo del tabacco e dei suoi prodotti, tenendo conto anche dei nuovi prodotti da fumo contenenti nicotina; 2.che si punti a un aumento significativo, nell’ordine del raddoppio del prezzo attuale di un pacchetto di sigarette, tale da rendere concreto l’impatto delle misure; 3.che l’aumento delle risorse derivanti venga destinato a rafforzare settori cruciali e ora sofferenti per una cronica mancanza di fondi e di risorse: prevenzione del tabagismo, sostegno alla smoking-cessation, prevenzione e diagnosi.

Al tavolo di lavoro sul costo delle sigarette il Comitato Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi per la lotta al fumo, composto da: Roberto Boffi, responsabile S.S.D. Pneumologia presso Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori; Giovanni Fattore, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università Bocconi di Milano; Silvano Gallus, responsabile Laboratorio di Epidemiologia degli stili di vita dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano; Sabrina Molinaro, responsabile della Sezione di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche; Licia Siracusano, U.O. Oncologia medica e ematologia e referente del Centro antifumo dell’Istituto clinico Humanitas di Milano; Giulia Veronesi, direttrice Chirurgia robotica toracica presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele e professoressa associata presso l’Università Vita- Salute San Raffaele di Milano.

Roberto Boffi – “Gli ostacoli non bastano, ma aiutano: l’aumento del prezzo, la difficoltà di accesso alle tabaccherie, i divieti del fumo all’aperto e, a partire dall’esperienza del lockdown, altre misure come il divieto da parte dei genitori di fumare in casa, possono avere un impatto sulla quantità di fumo dei più giovani. Detto ciò, rimane di fondamentale importanza la collaborazione tra centri antifumo e scuole, perché insegnanti e ragazzi siano informati correttamente”.

Giovanni Fattore – “Un aumento importante delle accise sulle sigarette e sul tabacco è una misura semplice e sicuramente efficace nel disincentivare il fumo, soprattutto tra i giovani. Darebbe un contributo immediato e duraturo alla tutela della salute e permetterebbe di raccogliere risorse da destinare a interventi di ricerca e prevenzione per promuovere una società libera dal fumo” .

Silvano Gallus – “In Francia un pacchetto di Marlboro costa oggi 10€ mentre in Italia non raggiunge i 6€. Un’accisa che porti il costo medio di un pacchetto a 10€, farebbe ridurre di oltre 800 milioni i pacchetti venduti ma aumentare le entrate fiscali di ben 5,4 miliardi di euro. Le sigarette a tabacco riscaldato godono in Italia di importanti vantaggi fiscali, avendo accise pari a un quarto rispetto alle sigarette tradizionali. Questi vantaggi sono stati riconosciuti perché considerati prodotti a minor rischio di salute rispetto alle sigarette tradizionali. Peccato che tutti i più importanti organismi di salute, a partire da ISS in Italia e OMS nel mondo, abbiano ribadito il contrario. Raccomandiamo pertanto importanti aumenti della tassazione per le sigarette, e l’eliminazione dei vantaggi fiscali per le sigarette a tabacco riscaldato (e per le sigarette elettroniche). Almeno parte delle maggiori entrate ottenute dall’aumento della tassazione dovrebbero essere destinate a sostenere la ricerca scientifica e la sanità pubblica, entrambe colpevolmente trascurate negli ultimi decenni in Italia”.

Sabrina Molinaro – “Il trend dei dati di prevalenza tra gli studenti 16enni fa registrare progressi nella direzione di una riduzione del fumo di tabacco. Questo è vero sia a livello europeo sia a livello nazionale, laddove si guarda al fumo esclusivo di tabacco, che comunque in Italia ingaggia il 57% degli studenti 15-19enni e il 34% se si guarda al fumo corrente (dati 2018). Diverso il panorama quando si considera l’assunzione di nicotina. In tal caso il fumo di sigaretta e/o sigaretta elettronica tra gli stessi studenti raggiunge una prevalenza del 66% nella vita e del 37% nell’ultimo mese, vanificando 10 anni di progressi delle politiche di prevenzione”.

Licia Siracusano – “Il tabagismo è una dipendenza, non un vizio e la droga è la nicotina (principio attivo del tabacco), in grado di indurre dipendenza fisica e psicologica. Il Centro Antifumo è un ambulatorio dedicato alla cura della dipendenza, che è una malattia, da tabacco, dove l’uso corretto di terapia farmacologica, che controlla le crisi di astinenza da dipendenza fisica, e con un adeguato counseling, che aiuta controllare la dipendenza psicologica, permette di ottenere la disassuefazione da tabacco. Ritengo sia più utile accettare l’idea di facilitare il percorso della disassuefazione con un supporto farmacologico e psicologico, per aumentare la percentuale delle persone che smettono di fumare e che possono non ammalarsi in futuro”.

 Giulia Veronesi – “Il fumo è la prima causa di morte prevedibile nei Paesi occidentali, e tra le patologie causate da fumo, il tumore polmonare rappresenta ancora la prima causa di morte per cancro. Grazie allo screening con TC a bassa dose di radiazioni e senza contrasto, un esame che dura sei secondi e non è nocivo, è possibile intercettare i tumori in fase molto iniziale di malattia con elevate possibilità di guarigione che raggiunge l’80-90% dei pazienti affetti. Tutta la comunità scientifica e ormai anche i governatori italiani ed europei sono consapevoli che implementare lo screening su larga scala per forti fumatori o ex forti fumatori esposti al fumo per più di 20 anni rappresenti una priorità dell’agenda di sanita pubblica. Questa politica avrà un grande impatto nel ridurre la mortalità del tumore polmonare che colpisce più di 37mila italiani all’anno”.

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