Lodo Via Solferino, la Camera arbitrale ha deciso: valida la vendita, ma è possibile un risarcimento per Rcs

Il lodo sulla vendita dell’immobile milanese di via Solferino, sede storica del Corriere della Sera, va avanti. Così ha deciso la Camera arbitrale disponendo due consulenze tecniche .  La vicenda è partita quando Urbano Cairo, assunto il controllo di Rcs MediaGroup, ha contestato il prezzo, 120 milioni di euro, con cui nel 2013 era stato ceduto l’immobile al fondo statunitense Blackstone, che l’ha riaffittato all’editrice (per 10,4 milioni l’anno).

(Urbano Cairo, foto Lapresse)

Emettendo un lodo parziale, non definitivo, la Camera arbitrale (Renato Rordorf,Vincenzo Roppo e Vincenzo Mariconda) ha affermato la propria competenza a decidere respingendo tutte le relative eccezioni pregiudiziali e preliminari sollevate dall’acquirente ; ha escluso l’invalidità dei contratti con cui è stata conclusa l’operazione; ha rilevato che il comportamento dell’acquirente potrebbe dare luogo al risarcimento del danno in favore di Rcs, e a tal fine ha disposto due consulenze tecniche per accertare le condizioni in cui si trovava Rcs nel 2013, nonché il valore di mercato dell’immobile, tenuto conto, fra l’altro, di tutte le condizioni dell’operazione.

Come spiega una nota del gruppo editoriale milanese “La decisione del Tribunale Arbitrale conferma che l’arbitrato in Italia è la sede competente a decidere la controversia tra le parti, e ciò diversamente da quanto sostenuto dall’acquirente e dai fondi Blackstone, anche nella causa intentata presso la Supreme Court of the State of New York”. Inoltre, continua il comunicato , la decisione degli arbitri “dimostra, inoltre, che l’azione instaurata da Rcs, lungi dall’essere addirittura un ‘atto estorsivo’ (come, incautamente, più volte qualificata dalle controparti), è meritevole di ulteriore approfondimento, e potrebbe condurre a un risarcimento del danno in favore della società”.

Il gruppo editoriale milanese aggiunge che “la decisione del collegio arbitrale è coerente con quanto la società aveva sin da principio prospettato all’acquirente, in via stragiudiziale, prima dell’instaurazione dell’arbitrato, quando Rcs aveva, in buona fede, chiesto all’acquirente di avviare un dialogo proprio finalizzato a ripristinare in concreto l’equilibrio dei contratti”.

Ricordando che il lodo “giunge a seguito del precedente provvedimento del 24 aprile 2019, anch’esso favorevole a Rcs, con cui la Supreme Court of the State of New York aveva sospeso il procedimento – ivi instaurato dall’acquirente e dai fondi Blackstone – proprio in attesa dell’esito dell’arbitrato in Italia”, il comunicato di Rcs afferma: “Questo Lodo rinsalda la posizione della società anche innanzi alla Supreme Court of the State of New York, e dimostra che le domande avversarie ivi proposte sono prive di fondamento”.

via solferino

“In questa situazione”, conclude la nota, “Rcs attende serenamente l’esito dell’istruttoria e del giudizio, rispettosa dell’attività del Tribunale Arbitrale e fiduciosa che, nella vicenda concernente l’immobile, risulterà accertato che l’unica parte danneggiata è stata la società, nel cui esclusivo interesse il Consiglio di Amministrazione ha doverosamente agito e continuerà ad agire in ogni sede”.

Sul fronte opposto, Blackstone, il portavoce del fondo statunitense ha affermato: “Siamo lieti che in questa sentenza, gli arbitri abbiano respinto la stragrande maggioranza delle richieste di Rcs e abbiano confermato la validità del contratto in cui Rcs ha venduto l’edificio nel 2013. Questa vendita è avvenuta a seguito di un processo di asta lungo tutto l’anno e completamente trasparente , è stato approvato dal consiglio di amministrazione e dai revisori dei conti di Rcs ed è stato supportato da una delle principali banche italiane. Blackstone continuerà inoltre a chiedere un risarcimento per i danni significativi e crescenti causati da Rcs”.

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