Radio Capital, la redazione contesta a Gedi riorganizzazione e tagli. Solidarietà da Repubblica e Stampa

La redazione di Radio Capital «contesta con nettezza la decisione dell’editore di voler riorganizzare la testata e dimezzare il numero dei giornalisti per tagliare i costi». È la denuncia del Comitato di redazione che, in una nota, rileva: «Gli spazi informativi, da sempre elemento portante del palinsesto e caratteristica identitaria della radio, verranno drasticamente ridotti».

La nuova linea editoriale, prosegue il Cdr, «penalizza i giornalisti e gli ascoltatori. La redazione ha costantemente assicurato un’ottima qualità del prodotto, tanto nei Gr quanto nelle trasmissioni di punta della programmazione, e gli ascoltatori dell’emittente sono fidelizzati anche alla ricca offerta informativa della Radio. La garanzia di tutelare i posti di lavoro non rende meno negativo il giudizio della redazione sulla riduzione degli spazi informativi e dell’organico».

Il Cdr, concludono i rappresentanti sindacali, «vigilerà sulle modalità delle ricollocazioni dei colleghi assicurando che nessuno venga penalizzato a livello contrattuale ed economico. Il Cdr chiede, altresì, chiarezza sul futuro di Radio Capital e dei colleghi che continueranno a farne parte».

Il  cdr Repubblica è al fianco dei giornalisti di Radio Capital .
“La Redazione di Repubblica é al fianco dei colleghi di Radio Capital che protestano per la riduzione degli spazi informativi e dell’organico preannunciata dall’editore del Gruppo Gedi”. E’ quanto si legge in una nota del cdr di Repubblica. “Nessun giornalista potrà mai condividere qualsivoglia ridimensionamento dell’offerta informativa nel Paese – prosegue la nota – soprattutto in fasi storiche e sociali complicate come quella attuale”.

Solidarietà anche da la Stampa alla redazione di Radio Capital “messa di fronte alla richiesta dell’editore di dimezzare l’attuale redazione per ridurre i costi”. “Si tratta di una scelta che ridurrà in maniera significativa gli spazi di informazione in un momento particolarmente delicato del Paese che richiede attraverso ogni mezzo di comunicazione una informazione di qualità, corretta ed al servizio dei cittadini e scarica ancora una volta sui lavoratori i costi di una ristrutturazione”.

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