Usa, il dipartimento di Stato pensa a una nuova stretta su media cinesi

Il dipartimento di Stato Usa sta considerando la possibilità di designare altri media cinesi negli Usa come missioni straniere nei prossimi giorni. lo sostengono alcune fonti, riprese dall’agenzia Dow Jones, senza specificare i tempi esatti e il numero degli organi di stampa che verrebbero colpiti dalla misura.La disposizione – parte di uno sforzo più ampio da parte dell’amministrazione Trump per controllare le azioni della Cina  – obbligherebbe i media a dichiarare al Governo statunitense il personale presente negli Usa e le proprietà in loro possesso nel Paese, fornendo ai funzionari americani informazioni circa le operazioni delle compagnie che rispondono al dipartimento di propaganda del Governo cinese. In base a un elenco in esame il mese scorso, secondo una delle fonti, sarebbero cinque i media colpiti: People’s Daily, Global Times, China Central Television, China News Service e Phoenix Satellite Television con sede a Hong Kong.

Mike Pompeo, segretario di Stato Usa (Foto Ansa – EPA/STR)

Negli ultimi tempi le condizioni per i media stranieri in Cina sono peggiorate. Gli Stati Uniti hanno già designato come missioni estere altri cinque media cinesi gestiti dallo Stato a febbraio e hanno posto un limite al personale per quattro di essi il mese successivo, costringendo un certo numero di giornalisti e altri dipendenti cinesi a lasciare gli Usa come ritorsione per l’espulsione di giornalisti del Wall Street Journal, del New York Times e del Washington Post da Pechino.

In un ulteriore inasprimento, il dipartimento della Sicurezza Nazionale statunitense ha dichiarato il mese scorso che ridurrà la durata dei visti di lavoro per i giornalisti cinesi impiegati da media non statunitensi a un massimo di 90 giorni, consentendo estensioni.

Tra i cinque media già designati come missioni straniere all’inizio di quest’anno, quattro di loro – Xinhua News Agency, China Radio International, China Global Television Network e China Daily – sono molto presenti nel mercato statunitense.
I cinque nuovi media al centro delle misure includono il People’s Daily, il quotidiano di punta del Partito Comunista, e il tabloid nazionalista, Global Times, nonché la China Central Television, la più grande emittente della Nazione. Sebbene influenti in Cina queste organizzazioni non hanno però molto personale negli Stati Uniti a eccezione di Phoenix TV, che ha corrispondenti in diverse città.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha dichiarato di essere a conoscenza del piano ma ha rifiutato di commentare prima di qualsiasi conferma da parte del Governo degli Stati Uniti.

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