Fase 2, i settori del turismo e degli eventi uniscono le forze per salvare 520mila posti di lavoro

In questa fase 2 inoltrata le aziende italiane provano a ripartire, facendo i conti con le difficoltà che il lockdown ha causato. Non ultimi il settore degli eventi e quello del turismo, fra i più colpiti dalla crisi, che ora uniscono le forze e scrivono una lettera al permier Giuseppe Conte, mettendo in evidenza i vantaggi che portano al Paese e chiedendo la salvaguardia delle risorse umane e dell’occupazione, oltre che sostegno alle imprese.

Il settore degli eventi e del turismo organizzato in Italia – agenzie di viaggio, tour operator, agenzie organizzatrici di eventi, congressi e fiere – racchiude 13 mila aziende in grado di generare 20 miliardi di fatturato e 80 mila addetti diretti, per un indotto complessivo di 85 miliardi di euro e 650 mila posti di lavoro. Con il 40% di utilizzo delle strutture alberghiere, il comparto degli eventi costituiva il vero motore del turismo italiano, settore che con i suoi 232,2 miliardi di euro rappresentava il 13% del Pil nazionale e il 15% della forza lavoro. E il passato è d’obbligo perché quest’industria è stata spazzata via dal coronavirus.

Tutta l’economia italiana sta vivendo una situazione drammatica, ma mentre per altri settori qualcosa è tornato a muoversi e sono state messe sul piatto delle azioni concrete per ripartire, l’indotto degli eventi e del turismo organizzato rimane il più penalizzato, dimenticato anche dal DL Rilancio, che propone misure insufficienti per consentire alle imprese di superare questa lunga crisi. Si sta infatti parlando di un settore che muove l’economia locale e nazionale, che riempie sale conferenze e camere d’albergo anche fuori stagione, generando un indotto indispensabile per far girare l’economia di grandi e piccole città. Un circolo virtuoso collaudato e produttivo che, a causa di questa brusca e inaspettata interruzione avrà inevitabili conseguenze negative su tutta la filiera nazionale.

Ecco perché dopo la campagna di Events&Live Industry (#Italialive) e il Manifesto per il turismo italiano, Alleanza Cooperative Italiane, Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza, Associazione Nazionale Banqueting e Catering; ASTOI Confindustria Viaggi, Convention Bureau Italia, Fto – Federazione Turismo Organizzato, Mpi – Meeting Professionals Internationals, Association of Destination Management Executives Int, Club degli Eventi e della Live Communication, Federcongressi&eventi, Icca Italian Committe e Site – Society for Incentive Travel Excellence hanno scritto al Premier Giuseppe Conte, al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, lanciando il loro grido di allarme, rimasto sinora inascoltato, chiedendo fondamentali misure a sostegno del settore, dagli ammortizzatori sociali ai crediti d’imposta sino a contribuiti a fondo perduto. Provvedimenti che dovranno essere assunti in forma di emendamenti all’attuale testo del DL Rilancio.

#Italialive

A. Risorse umane e occupazione
Ammortizzatori sociali: per le caratteristiche peculiari del settore è necessario prevedere una
copertura totale e in continuità per tutte le forme previste (Fis- Gig-Cigo) fino al 31 ottobre 2020,
e a settembre valutare la situazione per eventuali misure aggiuntive di sostegno all’occupazione.

B. Sostegno alle imprese
– b.1: Difesa dei patrimoni delle imprese: introduzione di un meccanismo di “ammortamento”
straordinario delle perdite relative all’anno 2020 causa Covid-19, dal punto di vista fiscale e
civilistico, sui 5 esercizi successivi di bilancio.
– b.2: Credito di imposta: eliminazione del limite di 5 milioni di euro relativo al credito di imposta
per gli affitti anche per il settore del Turismo Organizzato e degli Eventi così come già previsto per
le strutture alberghiere.
– b.3: Contributi a Fondo Perduto e Rafforzamento Patrimoniale delle Imprese: eliminazione del
limite dei 5 e dei 50 milioni/euro in quanto la maggior parte delle imprese del Turismo organizzato
e degli Eventi, resterebbe fuori da qualsiasi forma di sostegno in un settore che prevede perdite di
business fino ad oltre l’80% nel 2020.

C. Sostegno al turismo
– c.1: Fondo per il Turismo Organizzato e degli Eventi: incremento fino a 750 mln di euro del fondo
attualmente previsto all’articolo 182/1 da estendersi anche alle agenzie di organizzazione di
eventi, attingendo le risorse necessarie in termini di copertura finanziaria dalla riduzione di quanto
attualmente stanziato per il Tax credit vacanze.
– c.2: Tax credit vacanze (art.176): Lo stanziamento di 2,4 miliardi non rappresenta un reale
sostegno al settore del turismo in quanto non crea maggiore domanda. La filiera del turismo
organizzato beneficerà in modo marginale di questo stimolo, che privilegerà un rapporto diretto
tra cliente e struttura alberghiera, non avendo peraltro previsto che tale strumento possa essere
impiegato anche per l’acquisto di altri servizi turistici. L’area degli eventi ne rimane
completamente esclusa. Si chiedono pertanto due interventi: destinare quota parte di questo
stanziamento al Fondo specifico creato per il turismo organizzato; consentirne l’utilizzo anche per
l’acquisto di pacchetti turistici e servizi turistici collegati.

“Il turismo organizzato e gli eventi stanno soffrendo e soffriranno molto più di qualsiasi altro comparto economico del Paese, con una perdita di fatturato dell’80% nel 2020 – afferma il portavoce di #Italialive Salvatore Sagone, presidente del Club degli Eventi e della Live Communication –. Un dato che potrebbe peggiorare nel tempo in quanto la possibilità di realizzare eventi a pieno regime è oggi rimandata a non prima della primavera del 2021, incertezza e minacce che di fatto rendono impossibili la programmazione dell’attività, e oltremodo difficile lo scambio tra offerta e domanda”.

“Negli ultimi due mesi con l’iniziativa del Manifesto per il Turismo Italiano, abbiamo acceso un faro sul settore e suscitato un dibattito raccogliendo, ad oggi, quasi 70 mila firme. Abbiamo interloquito con la politica a livello trasversale e, in primis, con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, con l’obiettivo di creare consapevolezza nel Governo sulla drammaticità della situazione, indicando, al contempo, le misure al sostegno. Uno sforzo che però non ha ottenuto l’effetto auspicato – prosegue Franco Gattinoni, vicepresidente di Fto – Federazione Turismo Organizzato e presidente dell’omonimo gruppo – Le misure economiche del DL Rilancio, attualmente previste per il settore Turismo, sono insufficienti e sostanzialmente inefficaci per consentire alle imprese di superare questa lunga crisi; le stesse sono ancora più penalizzanti per la filiera del turismo organizzato e degli eventi. Si stimano perdite non inferiori a 15 miliardi di euro”.

“Con rammarico, prendiamo atto che con il Decreto Rilancio il Governo ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo attestano che il Turismo organizzato e degli Eventi non è un asset strategico per il Paese, mostrando l’assenza di una visione atta a garantire, con apposite misure di sostegno, la sopravvivenza di decine di migliaia di imprese e dei loro occupati – conclude il portavoce dei rapporti istituzionali di #Italialive e presidente di Federcongressi&eventi Alessandra Albarelli: stando così le cose, a partire dal mese di giugno assisteremo ad una perdita inevitabile dell’occupazione fino all’80% dei 650 mila occupati complessivi del comparto”.

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