Ecco il piano Colao: 100 progetti per il rilancio del Paese. Polemiche dall’Opposizione: le Camere siano coinvolte

Pubblichiamo qui di seguito i documenti che formano la cosidetta ‘ricetta Colao’ per disegnare l’Italia che dovrebbe essere nei prossimi due anni. Dal turismo all’ambiente, dalla ricerca a una più moderna pubblica amministrazione, da azioni contingenti dovute all’emergenza sanitaria, fino ad arrivare a interventi strutturali capaci di ridisegnare un’Italia più “forte, resiliente ed equa”, sono oltre 100 le proposte messe in campo dalla task force guidata da Vittorio Colao insediata dal governo Conte nella fase di lockdown del Paese imposto dal violento impatto della pandemia da Covid19.

Sei gli ambiti di intervento che vedono le imprese e il lavoro come “motore dell’economia”, le infrastrutture e l’ambiente come “volano del rilancio”, il turismo, l’arte e la cultura come “brand del Paese”, con una pubblica amministrazione che punti ad essere “alleata dei cittadini e imprese” e settori come quello dell’ istruzione e della ricerca da declinare come “fattori chiave per lo sviluppo”. Senza tralasciare gli individui e le famiglie per i quali urge costruire “una società più inclusiva e equa”. Interventi tutti funzionali tra loro alla crescita del paese anche se alcune delle proposte prevedono interventi immediati, a costo zero, e altre indicano un sentiero di riforme di medio-lungo respiro.

Un lavoro svolto “su base volontaria e senza costo alcuno per la collettività” fanno notare i 17 componenti della task force composta da top manager, economisti, sociologi, fisici, avvocati e specialisti del lavoro. Ecco i nomi in ordine alfabetico: Enrica Amaturo, Donatella Bianchi, Marina Calloni, Elisabetta Camussi, Roberto Cingolani, Vittorio Colao, Riccardo Cristadoro, Giuseppe Falco, Franco Focareta, Enrico Giovannini, Giovanni Gorno Tempini, Giampiero Griffo, Maurizia Iachino, Filomena Maggino, Enrico Moretti, Riccardo Ranalli, Marino Regini, Linda Laura Sabbadini, Raffaella Sadun, Stefano Simontacchi, Fabrizio Starace.

Il piano, un lavoro dettagliatissimo e rigoroso, recepisce molte delle azioni di intervento chieste dalle forze politiche in questi ultimi mesi. C’è l’indicazione di rinviare il saldo delle imposte del 2019 e l’acconto per il 2020, c’è il consiglio di escludere il ‘contagio Covid-19’ dalla responsabilità penale del datore di lavoro per le imprese non sanitarie e quello di neutralizzare fiscalmente, in modo temporaneo, il costo di interventi organizzativi per l’adozione dei protocolli di sicurezza. Ma c’è anche la richiesta di definire e adottare un codice etico per la P.a. sullo smart working; consentire (in deroga temporanea) il rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza almeno per tutto il 2020. E c’è la necessità di aiutare fiscalmente le aziende del turismo mentre viene segnalata l’esigenza di incentivare il reinsediamento in Italia di attività ad alto valore aggiunto. E poi ci sono tutte le indicazioni per avviare un reale processo di infrastrutturazione del paese, liberandolo dai lacci della burocrazia e avviandolo verso un sano processo di investimenti. Senza lasciare indietro i problemi connessi al digital divide e a quello che si reputa come necessario, anzi indispensabile, cioè lo sviluppo delle tecnologie 5G. Con le dovute sottolineature sui temi della green economy e della guerra al dissesto idrogeologico.

Le polemiche politiche
Naturalmente non potevano mancare le polemiche che contraddistinguono la nostra scena politica. Salvini, racconta Francesca Chieri dell’Ansa, ha tuonato ancora prima che girasse in documento: “Visto che le Task Force vengono pagate dagli italiani, non devono esistere segreti sui piani di Rilancio del Paese: tirino fuori i documenti!”. La Lega indica comunque le sue priorità: “modello Genova per le infrastrutture, flat tax per aiutare milioni di famiglie, no al Mes per non vendere il futuro dei nostri figli e porti chiusi”.
Anche Forza Italia dice la sua. “Chiediamo che il piano Colao sia ufficialemnte trasmesso alle Camere e una audizione con il dottor Colao. Se serve il biglietto da Londra glielo paghiamo noi”, chiede nell’Aula della Camera la capogruppo di Fi Maria Stella Gelmini, che fa dell’ironia non sapendo che Colao è a Milano e aspetta solo di essere ricevuto da Conte.

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Leggi o scarica il PIANO ‘Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022’  (pdf) 

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