Rai, la dura verità di Salini: ”Ci sarà meno competizione. Non possiamo più spendere come prima”

Nella cronaca che abbiamo pubblicato venerdi delle cose dette dall’ amministratore delegato e dg della Rai Fabrizio Salini durante un incontro con i manager di prima fila della Rai mancavano alcuni punti di rileventi che indicano la volontà di procedere con interventi che faranno clamore. Eccoli.

Fabrizio Salini (Foto Ansa/Riccardo Antimiani)

“Rivedremo la politica dei compensi come la conosciamo fino ad oggi”, ha detto Salini. “Lo faremo in modo convinto e determinato sapendo anche che non riusciremo a chiudere alcuni contratti e programmi ma dobbiamo essere decisi nella nostra volontà. Non dobbiamo aver paura di perdere un artista o un programma”.
“Dalla crisi dobbiamo prendere atto che nulla è come prima e dobbiamo avere una cultura diversa che porterà benefici a tutto il sistema”, ha continuato l’ad.

“Rivedremo l’eccessiva lunghezza dei nostri programmi, dobbiamo avere una maggiore consapevolezza tra quello che possiamo fare internamente e quello che facciamo esternamente, ripensare a come organizziamo le news, alla politica dei diritti sportivi.
Il mercato e il sistema non sarà più come prima: ci sarà meno competizione. Non possiamo più spendere come prima” è la dura verità di Salini.

“Questa azienda, nonostante la crisi e gli scenari non positivi, continua a garantire il perimetro organizzativo e i dipendenti. Al giusto contratto deve corrispondere un modello più virtuoso.
Un taglio che riguardi tutti senza deroghe, l’azienda deve ragionare senza parzialità, tutti devono essere pronti a partecipare a questa partita che deve riguardare tutta la filiera. Non c’è bisogno di spargimenti di sangue ma di cogliere un’occasione per cambiare e scardinare le abitudini. Qual è il valore aggiunto di una produzione che finisce all’una di notte se non avere un punto di share e dire il giorno dopo che abbiamo battuto la concorrenza? Che vantaggio ci porta?”.

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