Addio a Luigi Spagnol: da Harry Potter a Sepulveda una vita per i libri

È morto ieri a Milano, a 59 anni, l’editore Luigi Spagnol, anima del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol assieme a Stefano Mauri: un legame unico di affetto e di lavoro che lascia un segno profondo nell’editoria italiana.

Nell’ottobre 2005 Luigi Spagnol e Stefano Mauri, che avevano condiviso la loro prima esperienza di lavoro editoriale alla Longanesi, danno vita al gruppo Gems riunendo le partecipazioni che le rispettive famiglie possedevano in nove case editrici (Longanesi, Garzanti, Vallardi, Guanda, Corbaccio, Tea, Nord i Mauri attraverso le Messaggerie Italiane, Salani e Ponte alle Grazie gli Spagnol) e rinnovando il sodalizio che avevano vissuto i loro padri, Mario Spagnol e Luciano Mauri. Negli anni successivi Gems cresce con nuove sigle editoriali e con acquisizioni, diventando il secondo gruppo librario italiano.

Luigi Spagnol (a sinistra) e Stefano Mauri in una foto del 2009 (BluCobalto)

«Per me è stato come avere un fratello sul lavoro. In più di trent’anni abbiamo condiviso tante avventure. Luigi era una persona di sostanza, non badava agli onori. Ora però voglio che sia chiaro a tutti chi è scomparso. È scomparsa la persona che con i suoi successi editoriali ha dimostrato più volte negli ultimi trent’anni di sapere meglio di chiunque altro che cosa è un libro, cosa può fare Un libro per i lettori e fino a dove può arrivare. Vorrei tentare di spiegarlo con le sue parole: “I libri sono scritti da persone, letti da persone, venduti da persone, e parlano di persone. È dunque fondamentale che siano anche pubblicati da persone, libere di seguire le proprie idee, le proprie strategie e le proprie passioni”, sono le parole di ricordo di Stefano Mauri, che di Gems è presidente e amministratore delegato, carica che ha condiviso a lungo con Luigi Spagnol poi passato alla vice presidenza.

Luigi Spagnol (Yuma Martellanz 2016)

In un’intervista del 2009 a Prima Comunicazione aveva detto: “Io credo che la grande ricchezza del libro rispetto a tutte le altre forme di comunicazione sia che l’investimento dell’autore è solo il tempo. Stamparlo costa relativamente poco e in futuro potrà costare ancora meno. E poi la sottomissione al giudizio del pubblico è tra le più libere; la soglia d’ingresso al mercato è agevole. Questo è il motivo per cui tutte le idee nuove vengono dai libri: il 90% dei film, ad esempio, è tratto dai libri. Ce la immaginiamo una signora sconosciuta e poco più che trentenne che va da una major cinematografica e dice: ho una bellissima idea su un bambino che va a una scuola di magia e diventa un mago, li facciamo otto film?”. Il riferimento era alla saga di Harry Potter, forse il successo più conosciuto e citato di Luigi Spagnol che, di carattere schivo, non era uomo da vantarsi delle sue intuizioni. “L’editore non è un protagonista ma un facilitatore”, diceva, ma è bene ricordare che al suo intuito si deve la pubblicazioni di diversi bestseller da un milione e più di copie come, olre alla saga di Harry Potter, ‘Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare’, il primo libro per ragazzi di Luis Sepuldeva; ‘Parola di Giobbe’ di Giobbe Covatta che aprì la strada ai libri scritti da comici; ‘Cotto e mangiato’, primo titolo di Benedetta Parodi che inaugurò il fortunatissimo filone dei libri di cucina, passione condivisa da Luigi con la madre, Elena Spagnol, lei stessa autrice di celebri libri di cucina; e da ultimo ‘Il magico potere del riordino’ di Marie Kondo e i libri sulla longevità di Valter Longo. Gli ultimi tre autori tutti pubblicati da Vallardi, che proprio sotto la guida di Spagnol ha trovato una nuova identità con collane di divulgazione di qualità.
Sempre ‘suoi’ autori sono stati Margaret Atwood, in anni ben lontani dall’attuale successo, e Philip Pullman; Roald Dahl, Astrid Lindgren e Daniel Pennac star di uno dei migliori e internazionalmente più apprezzati cataloghi di libri per ragazzi che Spagnol ha creato per Salani.

In un articolo del 2016 per Illibraio.it, che ora lo ripubblica, aveva affrontato il tema del maschilismo nella letteratura e nell’editoria, avviando una discussione che si era poi nutrita di molti interventi. Se fare libri era la sua principale passione (è stato anche traduttore dall’inglese e dal norvegese), Luigi Spagnol, che nel 1985 aveva conseguito il bachelor of Fine arts alla Parsons School of design di Parigi, era anche pittore. Da qui la sua particolare sensibilità per la grafica, l’illustrazione e le copertine, alcune disegnate personalmente per Salani.

“Anticonformista, estremanente colto, amante delle arti”, lo descrive Stefano Mauri, ricordando come questa personalità eclettica si sposasse con un’idea semplice ed essenziale del mestiere di editore, che Luigi Spagnol riassumeva così: “La nostra responsabilità è quella di pubblicare libri, di renderli pubblici. Un libro che non si vende, che non si vede, resta un fatto privato. Il che significa che non abbiamo assolto alla nostra funzione”.

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