Di Battista e il conflitto di interessi, Fca, gli Agnelli, Elkann e Gedi

Tornato dopo un anno e mezzo in televisione a ‘1/2 Ora’ la trasmissione di Lucia Annunziata in onda ieri pomeriggio, l’esponente pentastellato più movimentista, Alessandro Di Battista, non ha perso l’occasione per parlare di conflitto d’interesse e editoria. L’occasione gliel’ha fornita Annunziata con le domande sulle concessioni, i Benetton, il gruppo Atlantia e Autostrade per l’Italia indicati dall’ex parlamentare prima come finanziatori di gruppi editoriali addirittura per aver sponsorizzato il festival ‘La Repubblica delle idee e poi accusati di indirizzare la linea editoriale dei quotidiani attraverso la pubblicità.

Incalzato da Annunziata con la domanda se anche Il Fatto Quotidiano avesse richiesto un finanziamento pubblico, Di Battista ha risposto: “Non mi scandalizzo che lo Stato si faccia garante di alcuni prestiti alle imprese di ogni tipo che ne hanno bisogno”.

“Non mi scandalizzo anche che si faccia garante dei quattrini da dare alla Fiat e agli Elkann”, ha aggiunto. “Mi scandalizza il fatto che possano utilizzare questi quattrini per maxi dividendi o in futuro per delle delocalizzazioni”

Di Battista ha poi invitato il M5S ha proporre “l’istituzione di una commissione di inchiesta per far chiarezza sui quattrini pubblici dati a grandi imprese, non solo Fca ma anche Fca, negli ultimi 60-70 anni e fare una correlazione per dare un’informazione pubblica su investimenti, licenziamenti, delocalizzazioni”. “Un’arma”, ha spiegato, “per fare in modo che gli Elkann abbassino finalmente la testa perché per me si comportano come una famiglia reale. Nella mia idea di conflitto di interesse un grande gruppo industriale che ha fatto anche politica – se non sbaglio l’Avvocato ha fatto il senatore a vita e anche il capostipite Giovanni Agnelli è stato senatore del Regno del Pnf –non può possedere 15 giornali. Questo è un conflitto d’interesse. Non è più Berlusconi”.

“La Fiat dal dopoguerra in poi”, ha continuato inarrestabile Di Battista, “ha utilizzato il ricatto occupazionale per ottenere finanziamenti statali. Sto dicendo una verità. Multinazionali così importanti che hanno preso denaro pubblico per tanti tanti anni e che hanno obiettivamente non soltanto un potere economico finanziario, ma anche politico, non dovrebbero possedere 15 giornali. Dovrebbe esserci una legge sul conflitto d’interesse”.

Infine, a Lucia Annunziata che gli ha obiettato che anche il Movimento Cinque Stelle non ha fatto molto in questo senso, Di Battista ha risposto: “Non è molto semplice… Attendiamo la legge da 25 anni non da due. Mi hanno detto che sia stata incardinata in commissione. Mi auguro che veda luce …”.

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