Repubblica, eletto il nuovo Cdr. Prende forza la componente giornalistica “storica”

Due rieletti e tre redattori di lunghissima militanza di testata. La redazione di Repubblica ha rinnovato il Cdr dando forza alla componente giornalistica “storica”, almeno sul piano generazionale. Nel nuovo organismo sindacale i più votati sono stati Marco Patucchi (economia) e Dario Del Porto (redazione di Napoli): tutti e due hanno fatto parte del Cdr uscente, dimessosi lo scorso 18 maggio. Gli altri eletti sono Silvio Buzzanca (Politico) Giampaolo Cadalanu (Esteri) E vittoria Puledda (Redazione Milano, economia).

Il Cdr rinnovato dovrà affrontare, nei prossimi giorni, un confronto con direzione e azienda sull’organizzazione del lavoro che si annuncia spigoloso e che parte da posizioni molto distanti. Il direttore Molinari e l’azienda vogliono che dal primo luglio venga varato un sistema di lavoro basato sulle “docking station”, ovvero postazioni utilizzabili da più redattori a seconda delle necessità di produzione del giornale. L’ultima assemblea dei giornalisti di Repubblica ha respinto questa riorganizzazione, rivendicando il diritto di ogni giornalista ad avere la propria, individuale, postazione di lavoro. Secondo direzione e azienda il sistema a “docking station” è invece una soluzione che permette di ripopolare fisicamente, e nel rispetto delle regole di sicurezza, una redazione che negli ultimi mesi si è spopolata per via del massiccio ricorso allo smart working, a causa del rischio da contagio Covid per “assembramento” negli ambienti di lavoro.

Il precedente Cdr si era dimesso lo scorso 18 maggio a seguito di un’altra assemblea, nella quale era emersa la spaccatura della redazione sull’atteggiamento da tenere nei confronti della nuova direzione Molinari e sula rapporto fra quest’ultima e il nuovo azionista di maggioranza di Gedi John Elkann, dopo l’uscita sulla prima pagina di Repubblica di un pezzo elogiativo della richiesta di Fca di un prestito da 6,3 miliardi garantito dalla Stato.

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