Le news dell’emergenza e le diversity, viste dall’Osservatorio di Pavia

Delle 15.156 notizie passate nei 7 principali telegiornali italiani da gennaio ad aprile, 8.209 sono state dedicate alla pandemia. Parte da questi numeri la ricerca dell’Osservatorio di Pavia per DiversityLab presentata ieri con il titolo ‘Welcome to the New Era – Diversity & Inclusion: stati generali post Covid-19’.
Obiettivo dello studio è analizzare quante di queste notizie si siano focalizzate su, o perlomeno abbiano riguardato, 5 ‘aree della diversity’: quella generazionale, quella di genere, la disabilità, l’etnia, il mondo Lgbt+. I risultati non sono confortanti.

Se è inevitabile che le news si siano focalizzate, con un’informazione emergenziale, sull’aspetto sanitario e – negli ultimi due mesi – economico, l’85,4% non ha però toccato i mondo della diversità, citati solo in 1.199 notizie a tema coronavirus. Per la precisione: alle donne sono state riservate 106 menzioni (soprattutto su dottoresse e infermiere, pochissima attenzione per le lavoratrici fra famiglia e smart working), ai disabili 32 (concentrate soprattutto sui problemi dei caregiver), alle etnie 280 (in origine tenevano banco i cinesi, poi si è parlato di albanesi, cubani e russi venuti in aiuto al nostro personale sanitario: gli altri gruppi sono stati quasi assenti, fino ad aprile quando sono ripresi i flussi migratori), alle persone Lgbt+ 3 (1 sulle passerelle di Parigi, 2 sul problema dei congiunti). Meglio – con 778 casi –  è andata naturalmente per i protagonisti della diversità generazionale, se pensiamo a quanto gli anziani siano stati colpiti dalla pandemia e a come i bambini siano stati tirati in causa per la chiusura di scuole e asili.
Le percentuali delle news riservate alla diversità in lockdown risultano comunque più basse rispetto a quelle di periodi omologhi ‘in salute’. Eccezion fatta per gli over-60, improvvisamente più importanti (+35,1%) rispetto al passato: primato poco invidiabile.

Francesca Vecchioni, presidente di Diversity, commenta: “L’emergenza sanitaria ha monopolizzato l’agenda mediatica, rendendo di fatto invisibili interi gruppi sociali e le loro difficoltà. Oggi dobbiamo assolutamente recuperare questo racconto ‘dimenticato’. La responsabilità dell’informazione è aprire i nostri occhi sulla realtà e con questo evento ci immaginiamo che tutte le persone non siano considerate un problema, bensì un grande potenziale”.

L’indagine si è concentrata sulle notizie del Tg1 delle 20, Tg2 delle 20.30, Tg3 delle 19, Tg4 delle 18.55, Tg5 delle 20, Studio Aperto delle 18.30, TgLa7 delle 20.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Turchia, entra in vigore la ‘legge bavaglio’ sui social. Le Ong: vogliono bloccare il dissenso

Turchia, entra in vigore la ‘legge bavaglio’ sui social. Le Ong: vogliono bloccare il dissenso

Facebook: Alex Schultz nominato chief marketing officer

Facebook: Alex Schultz nominato chief marketing officer

Foa (Rai): Il Giro d’Italia è un momento di gioia e di unione nazionale; da connubio con Gazzetta un’emozione particolare

Foa (Rai): Il Giro d’Italia è un momento di gioia e di unione nazionale; da connubio con Gazzetta un’emozione particolare