Eleonora Andreatta passa a Netflix come responsabile Serie originali italiane. Ecco perché fa bene a lasciare (dopo 25 anni) la Rai

La direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta lascia l’azienda dopo 25 anni per passare nella nuovissima sede romana di  Netflix come vice presidente delle Serie originali italiane a diretto riporto di Kelly Luegenbiehl, responsabile Serie originali Emea.

Eleonora Andreatta (Foto ANSA)

In Rai il suo ruolo è assunto ad interim dall’ad Fabrizio Salini.  “Lascio la Rai  che è stata la mia casa da sempre”,  commenta Eleonora Andreatta. “La casa del servizio pubblico che mi ha accolto e dato la straordinaria opportunità di crescere, di formare le mie competenze e metterle a disposizione di un progetto e di un sistema di valori che ne costituiscono l’essenza e ne alimentano una missione nella quale mi sono profondamente riconosciuta. Non è stato facile prendere questa decisione e so quello che lascio e quanto debbano alla Rai la ricchezza e l’esperienza che porto con me”.

Con la nomina di Eleonora “Tinny” Andreatta,  Felipe Tewes, che ha ricoperto il ruolo di direttore delle Serie Originali italiane per 3 anni, assumerà un nuovo incarico come direttore in Netflix che sarà annunciato nel prossimo futuro dal gruppo di Reed Hastings.

Kelly Luegenbiehl

“Sono entusiasta di dare il benvenuto nel team a Tinny, mentre stiamo incrementando il nostro impegno a lungo termine in Italia e la nostra offerta di serie Made in Italy per il nostro pubblico globale” commenta Kelly Luegenbiehl. “Nel corso della sua carriera, Tinny ha creduto e sostenuto con passione lo storytelling italiano, lavorando con i migliori talenti creativi italiani, ed e’ stata determinante per alcuni dei progetti più ambiziosi della televisione Italiana. Siamo convinti che Tinny saprà ampliare il meraviglioso lavoro compiuto da Felipe Tewes nell’aiutare a costruire la nostra presenza in Italia e a nutrire le molte partnership creative che abbiamo avviato.’

In Rai Andreatta ha ricoperto una serie di ruoli importanti – tra cui, Responsabile della programmazione di Cinema e Fiction per Rai 1 e poi Responsabile delle Co-produzioni e serie TV per Rai Fiction – prima di essere nominata, nel Settembre 2012, Direttrice di Rai Fiction, il settore responsabile di produrre e co- produrre 500 ore di serie TV, miniserie e Tv Movie per le tre Reti generaliste e la Piattaforma Rai Play. Insieme alle produzioni di successo del prime-time italiano (Il Commissario Montalbano, I Bastardi di Pizzofalcone, Imma Tataranni, Il commissario Maltese e le più recenti Doc e Vivi e lascia vivere), ha iniziato ad investire in grandi co-produzioni pensate per il mercato globale (Medici, L’Amica Geniale, Il Nome della Rosa) e ha aperto nuove linee di produzione della serialità proponendo elementi di innovazione, un linguaggio moderno ed un mix di generi che hanno attratto le nuove generazioni e sono state vendute a livello internazionale (Il Cacciatore, Rocco Schiavone, La linea verticale).

La nomina di Andreatta in Netflix – che da tempo era a caccia di un vertice italiano –  è in linea con le mire espansive della streaming tv di Reed Hastings.  Che per quest’anno ha già annunciato il lancio di  cinque nuove stagioni di show originali italiani, che raddoppieranno entro il 2022.

Le serie originali italiane includono Suburra – La Serie (Cattleya), Baby, (Fabula), entrambe giunte alla terza e finale stagione, in uscita quest’anno; Luna Nera (Fandango), Summertime (Cattleya) e Curon (Indiana Production). I nuovi progetti comprendono Zero (Fabula Pictures), da un’idea di Antonio Dikele Distefano; l’adattamento del libro di Marco Missiroli Fedeltà (Bibi Films) e dell’ultimo libro di Elena Ferrante, La Vita Bugiarda degli Adulti (Fandango).

Fabrizio Salini (Foto ANSA)

Perché Andreatta fa bene a lasciare la Rai

Veramente una brutta notizia per Viale Mazzini la decisione di Tinny Andreatta di lasciare la direzione dI Rai Fiction per andare ad occuparsi delle Serie originali italiane per Netflix. Una bomba che ha fatto tremare il sistema della produzione di serie italiano.
Andreatta in questi anni a capo della fiction e’ stata un faro per un mondo che prima del Covid stava emergendo anche sui mercati internazionali proprio grazie alla partnership con la sua direzione, che ha rifornito Raiuno con una grande quantita’ di serie che le hanno permesso di tenere alti gli ascolti e il gradimento. Tra i titoli che ha prodotto Andreatta ‘L’amica geniale’ che ha segnalato la Rai come capace di grandi coproduzioni internazionali .
Andreatta non ha spiegato i motivi della sua scelta di passare a Netflix, che però non sono difficili da intuire per chi conosce le storie perverse di Viale Mazzini. Sicuramente a rendere la manager disponibile alle lusinghe del mercato il trattamento ricevuto quando, presentando il piano di ristrutturazioni, l’ad Salini ha confermato Andreatta alla direzione di Rai Fiction sollevando l’opposizione dei consiglieri Borioni (Pd) e Laganà (dipendenti) perché gli otto anni di permanenza a capo di una direzione permessi dal regolamento dell’Anac (Autorità anticorruzione ) erano in scadenza. Una cosa inaudita che sfiora la stupidità.
Inoltre a convincere Andreatta che il suo tempo a Viale Mazzini era finito, la decisione dell’ad Salini di procedere con duri tagli ai costi di produzione dell’azienda che sicuramente avrebbero interessato anche la fiction.
Ci lamentiamo della fuga di cervelli senza fare niente per difendere i nostri talenti. C’è solo da sperare che l’arrivo di Andreatta a Netflix rappresenti un’opportunità per i produttori italiani di trovare un nuovo interlocutore proattivo nella grande piattaforma streaming.

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