Il Covid spinge i cambiamenti dei media, tra digitale e mobile. Reuters: la tv torna in auge; politici e social veicolo di fake news

Il coronavirus non ha cambiato solo la sanità e la vita delle comunità, ma sta provocando un cambiamento radicale anche nei media. Gli utenti cercano sempre più notizie affidabili ed è tornata in auge la tv per informarsi, pure tra i più giovani. Tengono i social media ma vengono considerati veicolo di disinformazione così come i politici. A fare un quadro è il Digital News Report 2020 di Reuters che ha preso in esame 40 Paesi, tra cui l’Italia.

L’indagine dedica quest’anno una sezione agli effetti del Covid-19 sui media, con un monitoraggio che si è protratto fino ad aprile in sei Paesi (Usa, Germania, Spagna, Regno Unito, Argentina e Corea del Sud). La crisi accelererà il digitale e l’uso dei dispositivi mobili e porrà sempre più il tema delle news a pagamento in aumento in alcuni paesi come negli Usa al 20% (+4%); o in Norvegia al 42%(+8%), ma con una larga fascia dei lettori (nel Regno Unito sono il 50%) che sostiene che nulla mai li persuaderà a pagare per le notizie.

 

Cresce anche la ricerca di notizie affidabili e la preoccupazione per la disinformazione. Più in generale, rispetto alle rilevazioni dello scorso anno, è scesa di 4 punti la fiducia nelle notizie (è al 38%) con il 60% delle persone che preferisce notizie neutre, senza un particolare punto di vista. La preferenza per notizie più neutre – spiega il rapporto Reuters – è più marcata in Germania, Giappone, Regno Unito e Danimarca dove ci sono broadcaster pubblici “forti e indipendenti”.

Secondo gli utenti intervistati – 80mila in tutto il mondo – i politici nazionali sono considerati fonte di disinformazione per il 40% dei casi. A seguire gli attivisti (14%), i giornalisti e le persone comuni (entrambi al 13%), i governi stranieri (10%). Per la maggior parte degli utenti i social media sono il principale veicolo di notizie false (40%, Facebook in testa al 29%), più dei siti di notizie (20%), delle app di messaggistica (14%) e dei motori di ricerca come Google (10%). Nella maggioranza dei Paesi considerati dal rapporto, gli utenti sono più preoccupati di Facebook (29%) che delle altre piattaforme. In paesi come Brasile Messico, Malesia e Cile gli utenti sono invece piu’ preoccupati di app di messaggistica.

Più della metà delle persone (52%) vuole che le piattaforme social riportino anche le dichiarazioni imprecise dei politici perché “è importante sapere quello che dicono”. Gli utenti non sono invece favorevoli al fatto che le piattaforme social ospitino le pubblicità politiche perché possono essere inaccurate.

Riguardo la fruizione delle news durante il coronavirus è tornata in auge la tv, hanno retto i siti di notizie e i social, sono calati i lettori dei giornali. E medici e scienziati sono stati considerati la fonte di informazione più affidabile per l’83% degli utenti, a seguire organizzazioni sanitarie nazionali (76%) e globali (73%), media e governi (59%), persone comuni (43%) e politici (35%).

Più in generale in tutto l’anno, invece, la lettura delle notizie è duplicata su Instagram rispetto al 2008, è aumentato del 2% l’ascolto dei podcast (ora si attesta in media al 31%) e anche l’uso delle mailing-list con il 60% degli utenti ora iscritto ad una newsletter quotidiana. Riguardo ai temi, il 69% degli utenti pensa che i cambiamenti climatici siano un problema serio.

“Molti media hanno raggiunto audience record in questo periodo ma gli effetti della crisi saranno visibili nel breve e lungo periodo e saranno profondi”, spiega Rasmus Kleis Nielsen, direttore del Reuters Institute. “I budget della pubblicità tagliati e la recessione che incombe minacciano un settore che già combatte per adattarsi ad un mondo che cambia, con le news locali forse le più vulnerabili allo shock di questa crisi economica”.

Guardando nel dettaglio al nostro Paese, per il terzo anno consecutivo, Ansa è considerato il primo brand di informazione per affidabilità, con la fiducia dell’80% degli italiani. Sul podio SkyTg24 e Il Sole 24 Ore.
Tra i siti d’informazione, primo Tgcom24, davanti a SkyTG24 e Fanpage. Poi Repubblica, Corriere della Sera e Rainews. Per la tv, i tg Rai sono primi seguiti da Mediaset.

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