Un fondo finanziario per cambiare i rapporti di potere nella Lega di Serie A

Dopo CVC e Bain Capital, un altro fondo ha chiesto informazioni ai vertici della Lega di Serie A per entrare in società nella gestione dei diritti tv del prossimo triennio 2021-24. Si tratta del fondo americano Advent International che gestisce un patrimonio di 54 miliardi di dollari e dice di voler investire 13 miliardi di euro nei prossimi anni sul calcio italiano. Anche questa proposta sarà valutata dai club che hanno già preso visione nelle ultime assemblee dei primi contatti con CVC e Bain Capital.

Lo schema dovrebbe essere simile: la creazione di una newco, con quote detenute dalla Lega e dal fondo che riuscirà a spuntarla. Il progetto di Bain prevede una quota del 25% per 3 miliardi, CVC il 20% per 2 miliardi. Vedremo la porzione di Advent. Ma la logica è la stessa. Una iniezione di capitali che servirebbe per puntellare finanziariamente la Lega e aiutare la Serie A nelle trattative per i diritti tv, soprattutto sui mercati internazionali (il nostro punto debole rispetto a Liga e Premier League).

(Foto
ANSA / MATTEO BAZZI)

Apparentemente sembrano offerte irrinunciabili. Eppure non è così scontato che vengano accettate nelle logiche, a metà tra il machiavellico e l’anarchico, che animano i presidenti della Lega Serie A.
Ma perchè alcuni proprietari di aziende private a scopo di lucro, come sono le società di calcio italiane, tentennano di fronte a questa pioggia di miliardi? La risposta è semplice e riguarda il rischio di dover cedere potere di fronte a un nuovo ingresso finanziariamente pesante.

Per capire lo scenario è utile conoscere le mosse di Paolo Dal Pino, presidente della Lega da gennaio. Infatti gli interessamenti dei fondi coincidono con il suo arrivo in Via Rosellini. Manager forte di numerose esperienze nel settore dell’editoria e delle telecomunicazioni, dal giorno dell’insediamento ha parlato dell’importanza di avere un nuovo partner finanziario su scala globale per dare solidità finanziaria all’organizzazione e massimizzare i ricavi dalla vendita dei diritti esteri. Ma non solo.
Nel corso di questi mesi Dal Pino si è reso conto della fatica di gestire la Lega per il peso eccessivo delle istanze delle singole società che rendono impossibile concretizzare una visione comune e prendere decisioni strategiche di lungo periodo. Lo statuto è stato cambiato due anni fa, ma non è bastato. Infatti l’assemblea ha ancora totale centralità e istituire la figura dell’amministratore delegato non è stato sufficiente.

Paolo Dal Pino, presidente della Lega di Serie A (Foto ANSA)

Ecco perché l’arrivo di un grande fondo finanziario internazionale, disposto a investire miliardi di euro, potrebbe servire a uscire dal gioco dei veti incrociati dei presidenti, delineando nuove regole e una governance con una rappresentanza proporzionata ai cospicui stanziamenti effettuati. Una nuova struttura societaria che potrà influenzare in modo determinante le scelte economiche e commerciali
della Lega.

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